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Lauren Groff

Fato e Furia

Bompiani / pp. 459 / € 19.00
8

Nei ringraziamenti, Lauren Groff scrive che questo libro è per Clay, per quella volta che lo ha visto uscire dalla sala del personale dell’Amherst College e ha deciso che lo avrebbe sposato. Racconta di essersi voltata verso l’amica e di averle detto proprio così, che lei non credeva nel matrimonio, ma che lui sarebbe diventato suo marito. Arrivati alla fine del suo nuovo, lungo e sontuoso romanzo, viene da chiedersi se è vero che le cose sono andate come racconta la scrittrice, se Clay non l’avesse già notata o cos’è che si stava lasciando alle spalle uscendo da quella porta. Fato e Furia ha un preciso intento: vuole smontare a uno a uno i meccanismi che regolano le relazioni, per vedere fino a dove ci si può spingere, prima di scoprire che dietro il viso pacificato che vi dorme accanto c’è una persona che non riuscirete mai a conoscere davvero.

Sul tavolo c’è un matrimonio perfetto e una mano che inizia a dissezionarlo. Ci sono Lotto Satterwhite, un attore diventato drammaturgo, un uomo dotato di una brillantezza particolare, e Mathilde, volitiva, capace di dare ordini con il solo movimento della testa; ci sono loro e una voce dietro le quinte che li indica e dice “vedete un uomo e sua moglie? Non è che l’inizio. Si amano, e non sanno niente l’uno dell’altra”. Raccontato da entrambi i punti di vista, prima di Lotto e, solo dopo, di Mathilde, questo romanzo rivela come l’intimità del sesso, l’intervallo ravvicinato che si crea tra due persone che condividono un letto, non sono che il primo degli inganni.

Fato e Furia è la storia della fulgida ascesa del giovane Satterwhite, allevato da sua madre a essere il primo fra i pari, e del suo amore per quella ragazza apparsa dal niente, insignificante come solo le cose da cui non si può distogliere lo sguardo possono permettersi di essere. Eppure, se è vero che i puritani sanno apprezzare una gratificazione differita, le madri non possono accettare le disobbedienze dei figli: diseredati, i due sono costretti a anni di seminterrati e digiuni, che Mathilde, seria e ostinata, si impegna a ripagare, perché il destino di successo del marito sia esaudito. Deve essere una santa, o così dicono, ma basta attendere che sia lei a svelare come sono andate davvero le cose, per comprendere che c’è qualcosa di Mathilde che resterà per sempre inafferrabile, come il lato nascosto della luna. Che il matrimonio sia un luogo di omissioni è cosa da poco e a Lauren Groff non interessa chiedersi se, sapendo tutto l’uno dell’altra, ci ameremmo ugualmente, perché quella è materia per i sentimentali e gli ingenui – Fato e Furia ci porta piuttosto nel cuore oscuro delle relazioni, dove la distinzione tra amore e odio, manipolazione e simbiosi, si fanno più labili; se Joan Didion scriveva che a lei non interessava cosa rendesse Jago malvagio, l’insegnamento vale anche per Groff.

Fato e Furia riporta la mitologia delle Moire e delle Erinni nelle strade delle città americane: Cloto e Lachesi continuano a tessere il destino degli uomini e a Atropo a recidere il filo: un colpo di forbici e la messa in scena finisce, così quando arriva il turno di Mathilde di rivelarsi, della ragazza che Lotto aveva notato per primo a una festa universitaria, della donna con cui oggi fa l’amore tutte le mattine non resta molto. Fato e Furia assomiglia al Macbeth
di Shakespeare più che a ogni altro romanzo sui matrimoni e, quindi, assomiglia precisamente al matrimonio: racconta un rapporto mentre cresce, la terribile simbiosi di due esseri umani chiusi in una stanza mentre fuori è sempre più buio, un nucleo familiare minimo in cui ci si orbita attorno senza mai incontrarsi.
Lauren Groff architetta le sue storie con la stessa imperturbabilità delle forze immortali; le intreccia, finché non è tempo di tagliare il filo e passare oltre. Sulla stessa pagina rimane la gioia di due ragazzi che si rincorrono sulla spiaggia, i tradimenti, fogli che vorticano davanti a una finestra aperta, un amico che attende anni per avere quanto gli spetta: è un matrimonio, nient’altro che un matrimonio.

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