mattotti
Lorenzo Mattotti

Oltremai

Logos / pp. 128 / € 100
8

‘Oltremai’ mi è sembrata subito la parola che riassumesse perfettamente il luogo mentale dove possono vivere queste immagini: oltremai il reale… oltremai il mondo… oltremai noi stessi…”. Con queste seducenti ed esaustive parole Lorenzo Mattotti si congeda nella postfazione (dalla quale estrapoleremo tutti i corsivi dell’autore qui riportati) che chiude questo magnifico libro-catalogo, enorme in tutti i sensi, sia nel contenuto sia nel formato.

Un pregiato cofanetto cartonato avvolge un volume di ampio respiro (32×42 cm) al cui interno sono adagiate ognuna su due pagine (a parte alcune eccezioni) le cinquanta tavole che fino al 7 aprile 2013 sono state esposte presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna. L’omonima mostra è stata inaugurata il 22 febbraio in occasione del BilBolbul ed ha rappresentato uno degli eventi più importanti del festival. Proprio quella trascendenza “impossibile” (da interpretarsi nella sua doppia accezione di “mai oltre” e “oltre il mai”) evocata dal titolo è ciò che scaturisce dal percorso visivo dell’allestimento – e dalla lettura del libro -: una sensazione straniante in grado però di fornirci le chiavi di accesso per quell’“universo fiabesco senza riferimenti precisi a storie esistenti […] dove la luce e il buio vestono un ruolo da protagonisti”. È tutto molto semplice: basta solo arrendersi e lasciarsi rapire dal flusso di coscienza immaginifico dell’autore, perché quello creato da Mattotti è “un racconto per immagini molto personale”: “Sono disegni enigmatici anche per me, fanno parte di quell’esplorazione del ‘dentro’ che ho intrapreso da un bel po’ di tempo ormai e che, in questo caso, si è indirizzata piuttosto verso i luoghi della fiaba, del mito, del fantastico. Ho l’impressione che le immagini si raccontino da sole, in maniera libera, indipendenti da qualsiasi frase con cui avrei potuto accompagnarle. Mi è parso che qualunque parola avessi aggiunto alla loro autonoma narrazione avrebbe solamente limitato l’evocazione affabulatoria che quelle immagini hanno in sé”. Sono soprattutto quelle figure ancestrali vergate a pennello da un incisivo e perturbante inchiostro nero – che lascia al bianco soltanto pochi spiragli abbacinanti – a colpire l’inconscio di chi guarda.

Oltremai è come visitare i sogni di qualcun altro e riconoscerne qualcosa di profondamente familiare. Ogni tavola è un mondo a sé scaturito dall’immaginario mattottiano, ma prese in successione si ha come l’impressione di un filo rosso narrativo che le accomuna e ci accomuna. Come se in quella cupa foresta ci fossimo già stati pure noi: “Ho fatto questa serie di disegni dopo il mio lavoro su Hänsel & Gretel (per Orecchio Acerbo Editore, 2009, Ndr). I due protagonisti della fiaba sono usciti dal bosco e hanno lasciato la scena ad altri abitanti di quella foresta archetipica. L’esperienza di disegnare in quell’insolito formato è stata così piacevole che ho voluto continuarla e, l’anno dopo, ho ripreso in mano i grandi fogli bianchi Fabriano. Come allora, ho lavorato con pennelli e inchiostro di china direttamente sulla carta, senza schizzi o altre mediazioni. Ma, diversamente da allora, quando le mie improvvisazioni seguivano i precisi binari del soggetto della fiaba, stavolta ho cominciato a creare immagini narrative evocandole sul momento. Questa piena libertà che mi sono preso mi obbligava paradossalmente a un’estrema concentrazione sul soggetto e sulla composizione del disegno. Tutto doveva essere contenuto, svolgersi in quell’unica tavola e possedere abbastanza forza da stimolare l’immaginazione di chi l’avrebbe guardata. Ho l’impressione che la mente, in questi casi, si metta all’ascolto di lontani echi narrativi, di storie, simboli e immagini, visti in altri periodi della mia vita”.

Oltremai, il libro-catalogo, è un’opera preziosa che racchiude tutto l’immenso talento di uno degli autori italiani più importanti al mondo; ma soprattutto rappresenta il segno della sua libertà artistica, la sua voglia di osare e sperimentare smarcandosi da tutto.

Pubblicato sul Mucchio n. 704

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