1hadelman
Nicola Manuppelli

Merenda da Hadelman

Aliberti / pp. 207 / € 16,90
7

Si legge questo: “«Amo i cani. È la vita a essere dura». Più tardi imparai che questo modo di pensare era tipico della filosofia di Bilco. Non eri tu che sceglievi, era sempre la vita”. E poi si legge anche questo: “Forse semplicemente quando le cose non andavano era perché non erano destinate ad andare. Perché non si era stati abbastanza fortunati da trovare la persona giusta. Perché ci si era illusi che fosse amore ciò che era semplicemente un tentativo di arginare quella malattia affascinante e dilagante che è la solitudine”.

Il fatto è che si legge davvero con molta soddisfazione Merenda da Hadelman, romanzo poliziesco di Nicola Manuppelli, pubblicato da di Aliberti. Perché questa storia ha sì il passo dell’hard boiled ma l’accuratezza di un romanzo minimalista per i temi che intreccia a un plot veloce. La storia, senza svelarla troppo, ruota attorno a Hadelman ex poliziotto cinquantenne, tre matrimoni alle spalle, ormai completamente calvo e con problemi cardiaci. In  buona sostanza non solo un antieroe ma una specie di derelitto, comunque un personaggio forte che prende in gestione un pub-caffetteria: questo luogo, avuto in dote da uno che anni prima aveva arrestato, “diventa un punto di osservazione da cui guardare il mondo”, si legge nella quarta di copertina. In realtà questa specie di cantina – che sembra prendere vita dalle pagine de Le cronache del rum di Hunter Thompson – è protagonista a sua volta: Manuppelli, come Hooper, dipinge ambienti che sembrano personaggi, sedie che paiono animarsi.

Però la Los Angeles di questo scrittore – uno dei più quotati traduttori di autori americani – è la periferia milanese, la losanga  ambientale tanto descritta da Giorgio Scerbanenco. Il rimo narrativo di Manupelli ricorda  quello di Jim Thompson ma la cifra stilistica fa della scrittura qualcosa di molto diverso: lo scrittore picchia sulla macchina da scrivere e lo fa producendo un rumore di bellezza che si sposa perfettamente con un plot noir dove ci sono eventi pericolosi. E un finale lasciato aperto, come una porta.

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