pellizzon
Nicolò Pellizzon

Lezioni di anatomia

GRRRzetic / pp. 192 / € 22
7.5

Un altro nome da annotare, sul quale puntare forte per il presente/futuro prossimo del fumetto italiano. Stiamo parlando di Nicolò Pellizzon che con Lezioni di anatomia firma il suo esordio editoriale formato graphic novel. A onor del vero c’è da dire che l’autore veronese classe 1985 si era fatto ben notare già prima della pubblicazione con la GRRRzetic: “Le prime storie a fumetti sono uscite sulla rivista ‘Animals’, poi ho collaborato con gruppi di disegnatori ingranati come il gruppo Delebile e con Teiera che è un’etichetta curata da Giulia Sagramola, Cristina Spanò e Sarah Mazzetti. Ho collaborato anche con la rivista ‘G.I.U.D.A’. sul terzo e quarto volume. Alcune mie illustrazioni sono su ‘WATT 0,5’ e la scorsa estate una mia storia breve a fumetti è apparsa sul numero 12 della rivista a fumetti lettone ‘Kuš!’”.

Ma è con Lezioni d’anatomia che compie il salto di qualità vero e proprio: poco meno di duecento tavole che colpiscono in profondità, mettendo al tappeto il lettore. Pellizzon è come un pugile agilissimo che non dà punti di riferimento, e quando colpisce lo fa pesantemente.

La storia – ambientata nel Nord Italia alla fine del 1800 – è quella di Lorenzo e Lorena, due cugini entrambi orfani che risucchiati in un vortice misterioso di eros, paura e segreti si ritrovano dopo molto tempo alimentando reciprocamente la loro voglia di sapere che cosa sia successo nella propria infanzia. Una narrazione avvincente e ben sostenuta dal potente e contrastante tratto di Pellizzon (“in generale sono stato molto influenzato da David B”). Ma a rappresentare l’originalità dell’opera è la scelta coraggiosa di intervallare la narrazione con sequenze di illustrazioni immaginifiche e simboliche – piene zeppe di rimandi alchemici – in grado così di spiazzare (finalmente!) la scontatezza di una lettura lineare: “La struttura del libro si è creata per gradi. Quei ‘volumi’ sono inseriti nei punti in cui i protagonisti della storia principale li incontrano. Sono un approfondimento e allo stesso tempo una pausa che può essere letta in un secondo momento. È un libro che va letto in diverse sessioni. Con lunghe pause e numerosi ritorni”.
Insomma, un lavoro suggestivo e per niente banale: “Ho impiegato un anno e mezzo a finire il libro. Ci sono stati molti ripensamenti, correzioni e capitoli ridisegnati. Il libro è nato attorno alle tavole anatomiche. Pensavo di fare un piccolo libretto sul corpo umano e l’esoterismo. Mentre l’idea prendeva forma ho pensato che nonostante tutto, noi non abbiamo una percezione scientifica del nostro corpo. Non lo percepiamo – come siamo abituati a sentirne parlare – come una struttura fatta di funzioni che si completano, ma è come se sapessimo che oltre la forma fisica dentro di noi agiscono forze contrapposte e/o collaborative che non comprendiamo a fondo. Portavo avanti molte idee contemporaneamente, tutte che avevano a che fare più o meno con quello che poi sarebbe stato il libro. Tra queste c’era anche la storia di due bambini, in un tempo non ben definito. L’ambientazione è diventata la fine dell’800 quando ho deciso che la storia sarebbe dovuta essere più lunga. È un periodo storico molto lontano da quello in cui viviamo, ma molte cose sono rimaste le stesse, sotto diversa forma”.

Parlando dello stato di salute del panorama fumettistico italiano Pellizzon ci confida che “secondo me va sempre meglio (Tuono Pettinato e Ratigher sono i petali che strappo sospirante d’amore dalla stessa margherita)”. Anche se per non cadere nella trappola dell’omologazione “credo bisognerebbe fare fino in fondo ciò che veramente ci piace, aprirsi e lasciarsi capire. Purificarsi dalla presunzione di sapere cosa piace alla gente e lasciarsi andare alla certezza che quello che piace a noi può piacere a molti altri, visto che siamo animali sociali. Accada quel che accada, bisogna fare quello che ci piace nella vita”.

Pubblicato sul Mucchio n 703

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