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Toni Morrison

Prima i bambini

Frassinelli / pp. 218 / € 19,50
7

di Valeria Calò

Ci sono alcuni personaggi che sanno vivere nella menzogna per tutta la vita. Altri che invece, soffocati dallo sforzo di correggere le imperfezioni della loro seconda esistenza, sperano che qualcuno se ne accorga, o che il rimorso trovi finalmente una sua voce e chieda di essere affrontato; così che quel meccanismo apparentemente perfetto si inceppi è poi esploda. È questo il caso di Prima i bambini, un romanzo corale in cui il bisogno di autenticità espresso da uno dei personaggi coinvolgerà in una sorta di gioco al massacro tutte le persone che le stanno attorno.

Protagonista di questa spirale in cui ciascuno, in preda ad un effetto domino, dovrà fare i conti con la propria menzogna -tanto più resistente perché radicata nell’infanzia – è Bride, donna di una bellezza straordinaria, caratterizzata da una pelle molto scura e lucente, che le ha dato successo anche nel lavoro. Proprio quando ormai adulta crede di essersi riscattata dalla fragilità e dall’insicurezza dell’infanzia segnata da una madre fredda e riluttante davanti a quella pelle d’ebano, troppo più scura della sua, Bride inizierà ad affrontare le conseguenze di quella  menzogna, pronunciata quando era solo una bambina e solo nella speranza di essere presa per mano.

La narrazione procede in un alternarsi simmetrico delle voci di Sofia, la donna che per quella menzogna ha pagato il prezzo più alto; di Sweetness, la madre che le ha negato anche la più semplice delle forme d’amore; del compagno Booker, che ha trasformato la rabbia per aver subito la peggiore delle violenze in una sorta di tana, un triste pretesto per rifuggire da ogni opportunità; della piccola Rain, una bambina trovata sotto la pioggia, abbandonata da una madre che dopo essersi presa la sua purezza l’aveva svenduta per qualche spicciolo. E infine, la voce della stessa Bride, disposta a tutto pur di compiere la sua redenzione.

Proprio come in Amatissima, il libro più significativo della scrittrice americana, premio Nobel per la letteratura, Toni Morrison torna ad affrontare il rapporto genitoriale: mettendone in luce le contraddizioni, restituendo a ciascuno la sua dose di colpe, pacificando uno scenario ultimo in cui tutti si liberano senza che nessuno riesca davvero a salvarsi.

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