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Teresa Ciabatti

La più amata

Mondadori / pp. 218 / € euro 18
7.5

Questa è la storia di Teresa Ciabatti, scritta in prima persona, senzavvirgolette e un talento per la punteggiatura e i tempi comici. Nel romanzo fa tutto Teresa: ricorda, inventa, si guarda allo specchio e non si piace, si psicanalizza, cede all’autoinganno e si mostra peggiore di quello che è affinché il lettore finisca per amarla tantissimo. Perché questa è la sua storia e l’autrice vuole il controllo anche su chi legge per muoverlo all’azione desiderata: sarà lui, la sua benevolenza, la ricompensa per il futuro che le è stato negato. Così verso la fine, come un mago che mostra il fondo del cilindro, Ciabatti sfiora l’autorecensione indicando le crepe del libro che avevi individuato già da te e la riuscita del trucco sta proprio lì, nel lasciarti a domandare se ci sia davvero l’inganno.

La voce, troppo infantile – dice l’editor -, non è la voce di una donna. A tratti adolescente, quasi sempre bambina. Continuamente fuori fuoco, instabile, troppo sofferente per essere adulta, ossessionata da piccoli eventi del passato come la perdita della bambola, irrealistico che possa rivivere ancora l’episodio come un dolore. E ancora: troppo fredda sul presente, non racconta la morte del padre e della madre. E la nascita della figlia? I grandi eventi vengono saltati. Non ci sono cadaveri, funerali. Pagine e pagine invece sulla bambola che dice mamma. Come può una donna essere rimasta tanto indietro, ferma all’infanzia. Riscrivi, cerca la voce. La voce adulta.

E Teresa Ciabatti, 44enne ossessionata dalla verità sul genitore, primario dell’ospedale di Orbetello e amico di Licio Gelli, riscrive più volte; la sua smisurata richiesta di attenzione però non cambia. Si dice che sia buona regola dedicarsi ad un memoir solo nel caso di esistenze straordinarie ma La più amata non rientra in questo genere: qui autobiografia e fiction danno vita ad un’opera popolare come lo sono la caduta, la disperazione che l’accompagna e le vicende famigliari destinate a non sciogliersi mai. La cosa più furba e contemporanea che vi possa capitare di leggere oggi in Italia.

Pubblicato sul Mucchio 754

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