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Zachar Prilepin

Il peccato

Voland / pp. 240 / € 15
SV

In patria è campione di incassi ed Emmanuel Carrère, autore del recentissimo e splendido Limonov, lo ritiene uno dei migliori scrittori russi contemporanei (tra l’altro è membro del partito di Limonov ed è presente come personaggio nel libro dello stesso Carrère): si tratta di Zachar Prilepin, nato a Niznij Novgorod, giornalista per la “Novaja Gazeta”, scrittore e membro del Partito nazionalbolscevico. A nemmeno quarant’anni, si trova a vincere il Super National Bestseller Award con Il peccato, come miglior romanzo russo degli ultimi dieci anni e ad essere tradotto in inglese, francese, tedesco, italiano, polacco e cinese. Prilepin non fa mistero della sua ostilità nei confronti del governo di Putin, benché abbia militato cinque anni nei corpi speciali dell’esercito russo, e per sei mesi abbia combattuto in Cecenia durante il conflitto (di cui un suo precedente libro, Patologie, è testimonianza). È appena stato tradotto in italiano questo suo strano e affascinante romanzo, Il peccato, composto da dieci racconti, diversi ma riconducibili a una storia sola, quella dello scrittore, che si auto-ritrae in dieci momenti della sua vita. Belli, torbidi e ironici i ricordi di infanzia, in cui l’adolescente Zachar è tormentato dai primi desideri sessuali e dall’incestuosa attrazione per le belle cugine.

È colorato, duro ed estremamente realistico il racconto-capitolo dal titolo Demonio e gli altri, in cui l’autore fa un affresco di un condominio russo, con l’avvicendarsi di personaggi, luoghi e situazioni che sembrano uscite da un film di Vladimir Menshov, con tutta la caotica e drammatica ironia del suo film Moscow Does Not Belive in Tears. E poi ancora un racconto sulla Cecenia, un altro sui mestieri disparati che ha fatto, tra cui il becchino, il poeta, il buttafuori. Uno, il primo, sull’amore. Sulla fragilità di Zachar come giovane uomo russo, senza certezze. In una società problematica, piena di disfunzioni, Prilepin non rinuncia a vivere – come testimonia la sua attività, anche politica – ma nella sua scrittura resta una tristezza e una visione tragica di fondo.

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