ATTENTO A ME STESSO
Urtovox/Audioglobe

Alessandro Fiori fugge ogni catalogazione, come confermato dal titolo del suo debutto solistico, da leggersi sia nel senso di un tentativo di auto-danneggiamento sia nell’atto di resistenza manifestato col prendersi cura della propria persona. Il frontman dei Mariposa, che con l’album omonimo dello scorso anno si erano non a caso focalizzati su brani più accessibili seppur ben poco convenzionali, si è diviso per l’occasione fra pianoforte e violino e ha chiamato a raccolta un manipolo di prestigiosi collaboratori: Alessandro “Asso” Stefana a occuparsi di registrazione, chitarre e basso, Marco Parente che torna a sedersi alla batteria – alla quale si alterna anche Zeno De Rossi – come ai tempi dei primi C.S.I., Danilo Gallo al contrabbasso e il compagno della band madre Enrico Gabrielli a fiati e vibrafono. Mixato da Giacomo Fiorenza, il disco arriva così a sublimare un percorso che finora si era diramato in numerosi progetti paralleli: Amore, Betti Barsantini e Assodifiori, rispettivamente in compagnia dei medesimi Parente e Stefana. Il cantautore toscano trae ispirazione da Enzo Jannacci, Piero Ciampi, Lucio Dalla e Ivan Graziani, ma riesce a calarsi perfettamente nei giorni correnti grazie a un personalissimo tocco di surreale poesia, che si sposa alla perfezione con tracce perlopiù morbide nelle atmosfere e sufficientemente stravaganti nei dettagli. L’amore per la pittura è palesato poi con una strutturazione atipica, articolata in tre pannelli concettuali: si passa dalla filastrocca di prologo Idrocarburi all’irresistibile Catino blu, dalle nostalgie introverse di Lungomare e Fuori piove agli spumeggianti affreschi aretini dispensati in La vasca, dalle esilaranti riflessioni musicali di 2 cowboy per un parcheggio agli amori alcolici di Senza le dita, dalle insofferenze urbane di Labbra fredde ai rimandi mentali a Pasolini in Trenino a cherosene. Undici belle canzoni, artigianali nelle loro melodie color pastello, vestite di tutto punto nelle loro curatissime sonorità. Undici belle canzoni per un personaggio che, all’interno dell’attuale panorama italiano, è ormai impossibile sottovalutare.

tratto dal Mucchio n°670

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