I Moralisti
EMI

Questo secondo disco rappresenta un passaggio cruciale per gli Amor Fou, non solo perché gli si chiede di confermare quanto di buono mostrato e fatto intuire dal predecessore “La stagione del cannibale” (2007), ma anche in virtù della sua uscita per una major, la EMI, subentrata all’ultimo secondo a La Tempesta, che avrebbe in origine dovuto pubblicarlo. La bella notizia è che la band milanese, la cui line-up si è per metà rinnovata – al fianco di Alessandro Raina (voce, chitarra) e Leziero Rescigno (batteria) ora vi sono Giuliano Dottori e Paolo Perego alla sei-corde e al basso -, si presenta all’appuntamento con un’opera ambiziosa sulla carta quanto ben riuscita nei fatti. Convinto che ora più che mai il cantautorato debba uscire dai confini del proprio intimismo per affrontare il mondo e la società di oggi, il quartetto si propone, attraverso una raccolta di piccole storie quotidiane, di raccontare l’Italia degli ultimi decenni: un paese confuso, dolente, piegato da quella politica che invece dovrebbe sostenerlo, con i sentimenti a rappresentarne la maggiore spinta propulsiva.
Ecco allora che, tra personaggi veri (il tristemente celebre “Renatino” in “De Predis”) e verosimili (il sacerdote che soffoca la propria attrazione per un giovane in “Un ragazzo come tanti”, l’omosessuale suicida “Anita”), i brani sono altrettante fotografie che, messe una a fianco all’altra, creano un’immagine più ampia, impietosa nel suo romantico realismo. Guardando tanto al miglior rock moderno e al pop classico quanto alla canzone d’autore italiana sia del passato sia attuale, l’ensemble ha realizzato un album di ampio respiro, dalle trame sonore ricercate ma all’occorrenza anche molto fisiche (e comunque scevre di componenti elettroniche, a differenza di quanto avveniva in precedenza), ricco di melodie spumeggianti e ritornelli memorabili. Un lavoro di grande spessore e di qualità cristallina, del quale sfidiamo chiunque a non riconoscere il valore e l’importanza.

tratto dal Mucchio n°670

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