SWANLIGHTS
Rough Trade/Self

“Tutto è nuovo”, intona Antony a inizio del suo album, forse la sua prova più pittorica e umorale, pensata come se fosse un quadro, o meglio ancora una galleria. È pur vero che “Swanlights” non sposta ulteriormente il discorso rispetto a “The Crying Light”: ci sono apparizioni in sintonia, come quella di Björk in “Flétta”, una ulteriore attenzione all’incastro fra ritmi e melodie, ma la sostanza rimane quella della fluttuazione. Altrove l’artista spiega in maniera dettagliata come è arrivato a queste canzoni: se, appunto, “tutto è nuovo”, accade semplicemente perché la visione con cui si abbraccia la realtà è quella, differente, di un personaggio che continua a “cambiare idea”. In primis, idea sull’arte, vista un tempo come suggestione pura e ora come qualcosa di più disciplinato: c’è uno studio più attento e meno impressionisitico delle forme, questo sembra di capire ascoltando in profondità i brani che compongono un lavoro, come al solito, inafferrabile. Si può tentare, chiaramente, di decifrare le tracce autobiografiche di questo viaggio dalla sensibilità sempre fragilissima e sempre tenace, che mette assieme sole e ombra, per arrivare a credere, per esempio in “The Great White Ocean”, che Antony & The Johnsons abbiano scelto una via più solare di vivere la loro vita artistica. In realtà, le canzoni sono legate fra di loro da una variegatezza che cambia, improvvisamente, tanto la trama quanto la massa dei suoni. Giocando su una certa teatralità, come in “Ghost”, o su una eleganza quasi fin de siècle, l’artista scrive un poema da camera, che, ad esempio in “The Spirit Was Gone”, regala qualche lacrima e altrove si immerge in una pacata gratitudine (“Thank You For Your Love”). Troppo vulnerabile per appartenere alla nostra epoca, ma nello stesso tempo ben presente e penetrante, Antony sa, ancora, una volta, colpire al cuore. Capire come lo faccia, sospeso fra soul e tenue avanguardia, forse non è affar nostro: contano i risultati, e sono nuovamente impressionanti.

tratto dal Mucchio n° 675

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