SWANLIGHTS
Rough Trade/Self

“Tutto è nuovo”, intona Antony a inizio del suo album, forse la sua prova più pittorica e umorale, pensata come se fosse un quadro, o meglio ancora una galleria. È pur vero che “Swanlights” non sposta ulteriormente il discorso rispetto a “The Crying Light”: ci sono apparizioni in sintonia, come quella di Björk in “Flétta”, una ulteriore attenzione all’incastro fra ritmi e melodie, ma la sostanza rimane quella della fluttuazione. Altrove l’artista spiega in maniera dettagliata come è arrivato a queste canzoni: se, appunto, “tutto è nuovo”, accade semplicemente perché la visione con cui si abbraccia la realtà è quella, differente, di un personaggio che continua a “cambiare idea”. In primis, idea sull’arte, vista un tempo come suggestione pura e ora come qualcosa di più disciplinato: c’è uno studio più attento e meno impressionisitico delle forme, questo sembra di capire ascoltando in profondità i brani che compongono un lavoro, come al solito, inafferrabile. Si può tentare, chiaramente, di decifrare le tracce autobiografiche di questo viaggio dalla sensibilità sempre fragilissima e sempre tenace, che mette assieme sole e ombra, per arrivare a credere, per esempio in “The Great White Ocean”, che Antony & The Johnsons abbiano scelto una via più solare di vivere la loro vita artistica. In realtà, le canzoni sono legate fra di loro da una variegatezza che cambia, improvvisamente, tanto la trama quanto la massa dei suoni. Giocando su una certa teatralità, come in “Ghost”, o su una eleganza quasi fin de siècle, l’artista scrive un poema da camera, che, ad esempio in “The Spirit Was Gone”, regala qualche lacrima e altrove si immerge in una pacata gratitudine (“Thank You For Your Love”). Troppo vulnerabile per appartenere alla nostra epoca, ma nello stesso tempo ben presente e penetrante, Antony sa, ancora, una volta, colpire al cuore. Capire come lo faccia, sospeso fra soul e tenue avanguardia, forse non è affar nostro: contano i risultati, e sono nuovamente impressionanti.

tratto dal Mucchio n° 675

Ultime recensioni Musica
jaar
Nicolas Jaar

Sirens

8.5

Frutto di un’elaborazione sofferta, e perciò non facile all’ascolto, il secondo album “ufficiale” del 26enne produttore newyorkese,...
romare
Romare

Love Songs: Part Two

8

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Parigi in compagnia di un’amica, abbiamo visitato il Centro...
fiori
Alessandro Fiori

Plancton

8.5

“Ma il sole rimane dietro”, recita lo spettrale semi-ritornello di Aaron, brano introdotto dalle dichiarazioni dell’attivista informatico...
soft hair
Soft Hair

Soft Hair

7.5

La collaborazione tra Sam Dust e Connan Mockasin ha origini lontane, quando nel 2010 l’ex cantante dei...
new gen
AA. VV.

New Gen

6

Caroline Simionescu-Marin, la ventunenne editrice della webzine inglese grmdaily.com, ha impiegato ben nove mesi per assemblare i cocci...
edible woman
Edible Woman

Daunting

6

Dopo la confusione fatta sul numero attualmente in edicola, dovuta tanto alla poca chiarezza del press sheet, quanto...
BookletJEWELDBOX(4pagg)-xSito.cdr
Fabio Bliquo

Controsensi

6.5

“Volevo comporre una meditazione sul delirio e sulla follia insita nei nostri comportamenti quotidiani”. Con questa intenzione...
frank-ocean-blond-compressed-0933daea-f052-40e5-85a4-35e07dac73df
Frank Ocean

Blonde

8

È strano. Perché Blonde, uno dei dischi più attesi degli ultimi anni, sfugge a tutte le traiettorie...
Let_Them_Eat_Chaos_Kate_Tempest_Album_Cover_Final_grande
Kate Tempest

Let Them Eat Chaos

8.5

“Through the hallway, ancient wallpaper, nicotine gold, up the stairs, rickety, here, in the top flat, flowers...
sbr161-jennyhval-1440
Jenny Hval

Blood Bitch

8

In un’intervista data questa estate, con la stessa cruda onestà con cui lavora ai propri album, Jenny...
goat-Requiem-650x650
Goat

Requiem

8

Da un paio di anni campeggiano ai piani alti sui cartelloni dei festival, in America vengono licenziati...
61AG4lCxU3L._SL1215_
Nick Cave & The Bad Seeds

Skeleton Tree

9

Va alla radice, Nick Cave. Va allo scheletro, perché a volte non resta che radere al suolo...
a1895762218_10
Anohni

Hopelessness

8.5

Un protest album lo si aspettava da tempo da Antony Hegarty. Nonostante la sfilza di album firmati...
8581ba8e7275a0c8a187bc427f9ab28e
BadBadNotGood

IV

8.5

Se al secondo album ufficiale – che poi è il quarto di una produzione splendida e precoce...
tumblr_inline_ob3r9kzV2O1qbab62_540
Russian Circles

Guidance

9

C’è un momento, nella carriera di una band, che rappresenta una sorta di spartiacque, un prima e...