In D
Infiné/Self

Che Arandel non voglia far scoprire la sua vera identità è una cosa che ci importa il giusto, cioè poco: abbiamo iniziato coi tizi mascherati (dai Daft Punk ai Bloody Beetroots), finiremo inevitabilmente con una serie di cloni di Burial, ovvero gente che non vuole declinare nome e cognome né farsi fotografare né esibirsi dal vivo. In realtà Arandel dal vivo si esibisce pure, ma fino a ora l’ha sempre fatto dietro un telo che ne nasconde la fisionomia. Lo fa comunque anche mettendo in campo idee mica male, in questi tempi standardizzati, e questo invece già merita una sottolineatura ben maggiore del “voi non saprete mai che faccia ho”: al Carrière De Normandoux Festival, in Francia, ha tirato ad esempio fuori un dj set fatto solo di tracce vocali, nel senso di voce e basta, non nel senso di strumentali-con-cantato.
Che questo misterioso producer francese abbia velleità alto-intellettuali è testimoniato già dal titolo di quest’album, chiara strizzata d’occhio a “In C “di Terry Riley, ma anche dalle sue dichiarazioni programmatiche molto herbertiane per cui asserisce che mai e poi mai userà suoni che non siano creati da lui (pre-set vade retro! O poi anche, citandolo direttamente: “L’uso del MIDI rende tutto troppo facile”). Siamo sempre stati in parte scettici verso questi dogma preliminari, troviamo che abbiano senso solo se fanno bene alla musica mentre non sono in alcun modo un valore in sì. Ad Arandel fanno bene. Eccome. In giro si è detto e scritto meraviglie dell’album di Pantha Du Prince su Rough Trade: house sentimentale, cassa in quattro con cuore e delicatezza, eccetera; bene, “In D” segue lo stesso percorso ma lo fa molto ma molto meglio, sviluppando più idee, più originalità, più dinamica, più aeree sospensioni, più sorprese improvvise. Risultato: uno degli album dell’anno. Certo, colto e altezzoso, pur usando abbastanza spesso la cassa in quattro, ammantato di una altera eleganza e quasi di un complesso di superiorità. Non è umile, Arandel. Ma può decisamente permetterlo.

tratto dal Mucchio n° 672/673

Ultime recensioni Musica
61AG4lCxU3L._SL1215_
Nick Cave & The Bad Seeds

Skeleton Tree

9

Va alla radice, Nick Cave. Va allo scheletro, perché a volte non resta che radere al suolo...
a1895762218_10
Anohni

Hopelessness

8.5

Un protest album lo si aspettava da tempo da Antony Hegarty. Nonostante la sfilza di album firmati...
8581ba8e7275a0c8a187bc427f9ab28e
BadBadNotGood

IV

8.5

Se al secondo album ufficiale – che poi è il quarto di una produzione splendida e precoce...
tumblr_inline_ob3r9kzV2O1qbab62_540
Russian Circles

Guidance

9

C’è un momento, nella carriera di una band, che rappresenta una sorta di spartiacque, un prima e...
c1645585
Dj Shadow

The Mountain Will Fall

7.5

La cosa divertente, e tristemente paradossale, è che DJ Shadow è riuscito a riavvicinarsi alle vette di...
a4202885575_10
The Dwarfs Of East Agouza

Bes

8.5

Era successo nel 2015 con la collaborazione tra Suuns e Jerusalem In My Heart, accade di nuovo...
005483377_500
Swans

The Glowing Man

8.5

Un’esperienza dal vivo, sia per i musicisti sia per il pubblico: di questo si tratta quando parliamo...
james-blake-colour
James Blake

The Colour In Anything

8.5

The Colour In Anything è il tripudio dell’estetica e della sensibilità di James Blake, fresco della collaborazione...
moonshapedpool_blog-580
Radiohead

A Moon Shaped Pool

8.5

Prima che intervenisse il Diavolo, era Dio che si trovava nei dettagli, citato in tempi e modi...
iggy-pop-post-pop-depression-300x300
Iggy Pop

Post Pop Depression

8.5

Il valore di una cattiva compagnia sa essere inestimabile. Anche senza confermare quell’etichetta da mezzo genio e...
12661828_913097505464862_2974762137926284259_n
Teho Teardo & Blixa Bargeld

Nerissimo

8

Nerissimo è un disco difficile da raccontare, perché racchiude al suo interno un intricato gomitolo di fili...
a0455473221_16
Suuns

Hold/Still

9

Quattro anni da Images Du Futur e, ancora, il suono dei Suuns cambia. Dalla più pura psichedelia...
cavern-anti-matter-void-beats-invocation
Cavern Of Anti-Matter

Void Beats/Invocation Trex

9

In principio era l’improvvisazione. Dopo anni di tecniche improbabili per rinnovare il suono degli Stereolab, Tim Gane...
motor
Motorpsycho

Here Be Monsters

7.5

Quando si dice che ogni occasione è buona. Il pretesto per l’edizione limitatissima di Child Of The...