Austra-Olympia
Austra

Olympia

Domino/Self
9

C’è stato un periodo in cui sembrava che l’intelli-pop avrebbe conquistato il mondo. A dire il vero di periodi così ce ne sono stati a bizzeffe negli ultimi venti anni, ma quello più recente poteva contare su tre artisti, differenti tra loro ma con brani, attitudine e immagine perfetti per un mondo perfetto. Parlo di Diamond Rings, Cocknbullkid e Austra, che a cavallo tra 2010 e 2011 fecero uscire i propri album di debutto (che se non avete, dovreste in qualche modo recuperare, va da sé). A distanza di due anni e con l’eccezione di Cocknbullkid (ci sta lavorando, tranquilli), si è ora giunti in tempi diversi ad una seconda fatica discografica. L’involontaria triade è scomparsa, ma la magia del singolo, ci si chiede, è rimasta? Nel caso di Austra, progetto inizialmente tenuto in piedi dalla talentuosa Katie Stelmanis (voce e synth) e che ora vede una maggiore quanto necessaria identità come band, si va addirittura oltre le più rosee aspettative. In Olympia c’è la grandiosità evocata dal titolo, ci sono brani di splendido e artigianalissimo synth-pop dietro cui si cela un complesso intrico di suoni e poi c’è la voce di Stelmanis, che anche senza volerlo sta a due spanne di distanza da tutto il resto. Liz Fraser? Kate Bush? Paragoni giusti ma fuori luogo. Se pensate che stia puntando all’Olimpo, guardate meglio: c’è già arrivata.

Pubblicato sul Mucchio 707

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