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BadBadNotGood

IV

Innovative Leisure/Goodfellas
8.5

Se al secondo album ufficiale – che poi è il quarto di una produzione splendida e precoce – puoi vantare, tra i numerosi featuring, i nomi di Colin Stetson e Kaytranada, due talenti tanto immensi quanto distanti, quasi antitetici, probabilmente non hai alcun bisogno di recensioni che dicano quanto sei bravo. Ed è questo il caso dei BadBadNotGood, trio canadese attivo dal 2011 e vicino ai territori più hip hop della black music americana (come dimostrano le collaborazioni con Ghostface Killah e, precedentemente, con Tyler, The Creator). Costituito dai giovanissimi Alex Sowinski, Chester Hensen e Matthew Tavares, il terzetto formatosi all’Humber College di Toronto ha maturato un sound oramai riconoscibilissimo ed eclettico, affrancandosi gradualmente dal mondo hip hop per abbracciare un’idea di jazz sincretico e inclusivo.
Questo nuovo capitolo in studio è, ad oggi, l’espressione più completa della loro carriera: il disco, intitolato semplicemente IV, scorre fluido e piacevole per tutti i suoi cinquanta minuti, pur mostrando una tavolozza sonora straordinariamente ampia. Se, infatti, Hyssop Of Love con Mick Jenkins è il giusto tributo alle proprie radici e suona come i Roots più scarni e ispirati, i brani citati tra le righe inizialmente, Confessions Pt. II con Stetson e Lavander con Kaytranada (artisti entrambi canadesi proprio come i BBNG), sono rispettivamente un’immersione nel jazz contemporaneo più free e un suadente e coloratissimo soul strumentale. Ma le sorprese non finiscono qui: Chompy’s Paradise viaggia tra lounge e library italiana, mentre Times Moves Slow (con il cantante e frontman dei Future Island, l’istrionico Samuel T. Herring) è indubbiamente il pezzo pop perfetto, rotondo e intelligente, intenso e commovente. Quanto scritto, però, non è neppure necessario per spingervi ad acquistare questo meraviglioso album: basta un ascolto distratto, uno streaming temporaneo per convincervi immediatamente della grandezza di questo lavoro. Già adesso, tra i migliori dischi del 2016.

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