MIRRORED
Warp/Self

Li attendevamo impazienti i Battles, carichi di attese provocate da una raccolta di ep di impressionante forza espressiva, pure macchine ritmiche che generavano un’energia pulita, essenziale, di elegante e geometrica violenza, bianchissima nella sua secchezza metallica e nerissima nei suoi richiami tribali. Randellate metronomiche di scuola math rock e astratti spunti dance per uno schiacciasassi che doveva la sua riuscita tanto al drumming inumano di John Steiner (Helmet e Tomahawk) quanto alla chitarra escoriante di Ian Williams (Don Caballero, Storm & Stress), all’elettronica e alle tastiere del figlio d’arte Tyondai Braxton e alla seconda chitarra, David Konopka dei Lynx. Promessa mantenuta? Sì, eccome. Innanzitutto perché già in quelle tracce si intravedeva la volontà di giocare con materiale più rischioso (strutture più pop e l’utilizzo della voce, roba potenzialmente in grado di deturpare la nuda perfezione di partenza), e quindi il cercare nuovi equilibri era in qualche modo un’opzione implicita, non sembrandoci i Battles il genere di gruppo che si ferma a consolidare il risultato: così è stato.
Atlas, il primo singolo, è la perfetta sintesi di una duplice spinta: la batteria prende il passo di The Beautiful People di Marilyn Manson e lo immerge in una vasca d’acido portandolo al grado zero di pulsazione primitiva, la voce filtrata e disumanizzata si inventa una specie di giga circolare, scioglilingua che in un altro contesto sfiorerebbe il ridicolo. I due livelli, essenzialità e ridondanza, si incontrano più volte nel corso del disco, rimpallandosi spunti. In Race:In, sinfonia di ritmi che lascia fiorire vocalizzi alla Free Design, in TIJ, che si apre su un respiro mandato in loop tracciando traiettorie tra Africa e Sudame-
rica, tra jazz e afrofunk, nel crescendo quasi prog di Tonto. Gli altri brani oscillano tra i due estremi, senza mai perdere mordente. Forma e sostanza, fianco a fianco, in splendida simbiosi. Evento raro ma in questo caso, a nostro parere, incontestabile.

(Recensione tratta dal Mucchio n.634 – Maggio 2007)

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