Beach-House-7-LP
Beach House

7

Bella Union
8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato da Victoria Legrand e Alex Scally, dal 2006 dell’omonimo esordio a questo settimo album (senza contare la compilation B-Sides and Rarities dello scorso anno, simbolico punto-e-a-capo). Un album, questo, che segue l’uno-due a sorpresa del 2015, con i differenti Depression Cherry e Thank Your Lucky Stars, pubblicati ad appena un paio di mesi di distanza l’uno dall’altro e incaricati di confermare l’ispirazione del duo americano dopo titoli di culto e successo come Devotion, Teen Dream e Bloom.

7 ribadisce caratteristiche chiave: la spiritualità trascendente e quasi immateriale, la capacità di sognare a occhi chiusi o aperti, lo schiudersi rigoglioso di melodie dell’altro mondo, i saliscendi emotivi dal basso verso le stelle, il dream pop che culla, evoca ed eleva. Nello specifico, nel sound e nel mood, ci si ricollega probabilmente a Bloom e Thank Your Lucky Stars, cioè a una vena psichedelica più sporca, a una maggior cupezza (i temi ricorrenti sono “la bellezza che sorge nell’avere a che fare con l’oscurità; l’empatia e l’amore che cresce dal trauma collettivo; il luogo che si raggiunge quando si accetta anziché negare”, ma anche “la doppia faccia del glamour”). Ci sono dei cambiamenti di metodo, a partire dal processo di composizione, meno serrato di un tempo: cinque mini-session per assecondare la creatività del momento, svoltesi nel nuovo studio casalingo di Baltimora, per poi spostarsi a registrare a Stamford, nel Connecticut, e Los Angeles. Compagni di viaggio: Alan Moulder ai mixaggi, il batterista James Barone – in virtù di un’intesa rodata dal vivo – e l’ex Spacemen 3 Peter Kember/Sonic Boom, a dare una mano ai comandi pur non figurando come classico co-produttore, al posto del collaboratore di lunga data Chris Coady. Obiettivo: una rinascita, un ringiovanimento guidato dal desiderio, per la prima volta, di non porsi alcun limite, di non preoccuparsi della futura resa live dei brani e non farsi prendere troppo dal perfezionismo. Dunque, oltre a chitarre e tastiere, massima apertura ai ritmi, alle trame sintetiche e così via.

Victoria e Alex amano flirtare con il destino, con forze più grandi di loro, che appartengano alla natura o alla mente umana: 7 è allora, molto semplicemente, il loro settimo album, ma segna persino il traguardo di 77 canzoni firmate assieme e tende la mano al raggiungimento della massima beatitudine, del cosiddetto “Seaventh Heaven” tirato in ballo da religioni e cosmologia. Qui il Paradiso è assicurato da fioriture nebulose (Dark Spring), inconfondibile aroma di rose Cocteau Twins/Dead Can Dance (Pay No Mind), acidità lisergiche da good trip (l’ipnotica Lemon Glow), charme in mix di inglese e francese alla Gainsbourg (L’inconnue), crescendo stordenti (Drunk In LA), improvvise partenze al trotto Belly/Throwing Muses (Dive), acquatici prodigi digitali accostabili agli Eaux (Black Car) e raref(r)azioni eleganti (Girl Of The Year), sino a un esteso epilogo per pianoforte cinematico e corde indie blues-rock (Last Ride). Uno stato di grazia, lo stupore estatico insito nel senso stesso dell’esperienza d’ascolto.

 

Pubblicato sul Mucchio Selvaggio 766

Commenti

Ultime recensioni Musica
arthur-buck-cover-2018
Arthur Buck

Arthur Buck

6.5

Pop rock regolare. Regolare quando invece ti aspetti la genialata. Diciamo subito, per quelli magari che si...
edwards & hacke
David Eugene Edwards & Alexander Hacke

Risha

7

Tutto si potrà dire di questo disco tranne che non sia il parto di due musicisti carismatici:...
Mark-Lanegan-and-Duke-Garwood-With-Animals
Mark Lanegan & Duke Garwood

With Animals

7.5

“Suppongo sia sempre mezzanotte da qualche parte” ipotizza Duke Garwood, a commento dell’ultimo disco scritto e suonato...
letseatgrandma
Let’s Eat Grandma

I’m All Ears

6.5

Sono “tutt’orecchi” anch’io. La volta scorsa, all’esordio in I, Gemini, le nipotine terribili – che di nome...
kamasi-770x770
Kamasi Washington

Heaven And Earth

7.5

Quando ci eravamo lasciati, alla fine dell’intervista destinata a “Mono”, il supplemento di approfondimento riservato agli abbonati...
layl-llamas-thuban
Lay Llamas

Thuban

8.5

Quattro anni sono un arco temporale significativo per l’industria musicale, in cui può succedere di tutto –...
C_2_articolo_3142204_upiImagepp-800x800
Calcutta

Evergreen

5

Occorre far girare il disco daccapo tre o quattro volte per essere certi di aver guadagnato una...
FJM_GodsFavoriteCustomerCover
Father John Misty

God’s Favorite Customer

6.5

Con il quarto album a nome Father John Misty torna Josh Tillmann, l’autore di canzoni californiano già...
R-11909640-1524565190-8346_1525264924
Iceage

Beyondless

9

Diciamo pure che avevo bisogno di un disco del genere, in sintonia con il cattivo umore che...
Beach-House-7-LP
Beach House

7

8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato...
0602567364351_0_0_0_75
Sons Of Kemet

Your Queen Is A Reptile

8

Gli egizi chiamavano il loro paese Kemet, cioè “terra nera”, traendo spunto dal limo scurissimo rilasciato dalle...
doc160.ryleywalker.deafman.fc_.1600-1519762445-640x640
Ryley Walker

Deafman Glance

8

Confesso di non riuscire a definire con precisione la musica di Ryley Walker. Lo trovo, l’americano, sprecato...
mien mien
MIEN

MIEN

6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario...
DRINKS
Drinks

Hippo Lite

7

Cate Le Bon lo aveva dichiarato tre anni fa: “Nelle interviste ti fanno sempre domande tipo ‘Quale...