MODERN GUILT
Xl/Self

L’alchimia di Beck è un ricordo? A sentire fino in fondo “Modern Guilt” non sembrerebbe. Nelle dieci nuove canzoni, che disegnano uno dei più rapidi – poco più di trenta minuti – e psichedelici fra i dischi pubblicati oggi, la genialità di chi le ha pensate balza nuovamente fuori. Prende forma fra il pop anni Sessanta, una congerie di ritmi che spaziano dal rock steady al dub, e la passione per melodie in minore, certo non memorabili come quelle di “Loser” (indimenticabile one shot, direbbero i registi e i dj di grido), ma di sicuro intense e coinvolgenti. Non credete allora a chi, affrettatamente e con la buona scusa di una sfilza di album non particolarmente ispirati (più che altro frettolosi, a esser sinceri, come in effetti “Guero” e “The Information” paiono essere oggi, con l’ineluttabile senno di poi), liquiderà il dischetto come una delle scontate prove semidepresse e retroattive del cantatore più estroso dei Novanta. Qui c’è molto più nervosismo creativo del solito, unito a uno scenario scarno, in cui si può sbizzarrire l’indole rock del musicista americano e il minimalismo elettronico di Danger Mouse (all’anagrafe, Brian Joseph Burton), suo alter ego, affiancato da amici scelti con cura e senso estetico (Cat Power, Jason Falkner, Greg Kurstin…)
Classiche, nella forma (l’avvio di Orphans, la struggente “Chemtrails”, molto alla Zombies, l’eponima “Modern Guilt”), e un po’ alienate, nella sostanza (“Replica”, “Soul Of A Man”, l’ossessione vecchio stampo di “Profanity Prayers”), le componenti del cd hanno il pregio di svicolare i paragoni con un passato tramontato per sempre. Le stesse cose, insomma, non ritornano, almeno nel nostro vecchio mondo, e le emozioni di un altro decennio sono lontane. Rimane però un senso dell’avventura che ha ritrovato la sua essenza. Meno tropicalismi, meno saliscendi folk, meno depressioni cosmiche; più ironia e sarcasmo, più movimento. Un modo per accettare il periodo in cui viviamo, evitando rimpianti e continuando però nella propria strada. Bentornato, Mr. Hansen.

 

Ultime recensioni Musica
homepage_large.77a617e0
Arca

Arca

8.5

I precedenti dischi di Arca, Xen e Mutant, esponevano il talento di un produttore visionario, che all’influenza...
sleaford_mods_english_tapas_grande
Sleaford Mods

English Tapas

7

Premessa: devo dire che li adoro. Più della musica in sé, la formula: due mosche da pub...
d166aff3-ccc5-45fd-8422-947a77c8b156
Grandaddy

Last Place

8

“Why would we ever move? / Damned if we do / Dumb if we don’t / End...
Noveller-A-Pink-Sunset-For-No-One
Noveller

A Pink Sunset For No One

8

Che il progetto da solista dietro cui si cela Sarah Lipstate sia figlio tanto di Glenn Branca...
LoyleCarner-YesterdaysGone-3000x3000_600_600
Loyle Carner

Yesterday's Gone

8.5

Guardandola attraverso i suoi video, l’esistenza che racconta Loyle Carner vi sembrerà di averla già vista vivere...
thexx-iseeyou
The xx

I See You

9

Non hanno rivali, oggigiorno, negli ascolti da cameretta delle ragazze e dei ragazzi: la “generazione xx”. C’è...
baustelle cover-album
Baustelle

L'amore e la violenza

8

Preparatevi: è un album fuori di testa, L’amore e la violenza. Come oggigiorno manda fuori di testa...
jaar
Nicolas Jaar

Sirens

8.5

Frutto di un’elaborazione sofferta, e perciò non facile all’ascolto, il secondo album “ufficiale” del 26enne produttore newyorkese,...
romare
Romare

Love Songs: Part Two

8

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Parigi in compagnia di un’amica, abbiamo visitato il Centro...
fiori
Alessandro Fiori

Plancton

8.5

“Ma il sole rimane dietro”, recita lo spettrale semi-ritornello di Aaron, brano introdotto dalle dichiarazioni dell’attivista informatico...
soft hair
Soft Hair

Soft Hair

7.5

La collaborazione tra Sam Dust e Connan Mockasin ha origini lontane, quando nel 2010 l’ex cantante dei...
new gen
AA. VV.

New Gen

6

Caroline Simionescu-Marin, la ventunenne editrice della webzine inglese grmdaily.com, ha impiegato ben nove mesi per assemblare i cocci...