RAD TIMES XPRESS IV
Drag City/Self

Anche se con i Royal Trux hai fatto della coerenza una scelta che va oltre il professionale, non è necessario continuare a suonare il garage vita natural durante. Non è neppure detto, tuttavia, che se quello stile ti ha portato a incidere album ai confini con l’eccellenza – sporchi, graffianti, intrisi di sangue e passione – oggi sei in dovere di avventurarti in un progetto molto più che dannoso come i Black Bananas. Che, sin dalla ragione sociale, danno conto del doppio filo che li lega al precedente ensemble di Jennifer Herrema, i mediocri RTX (che al confronto fanno la figura della Jimi Hendrix Experience), ma non dei motivi che possano giustificare un’opera del genere:
suonata male e incisa peggio, raccoglie tredici brani – ognuno dei quali ha per me rappresentato la stazione di un personalissimo calvario – che definire pacchiani è fare un complimento allo stile di Fabrizio Corona: “Overpass” e “Night Walker” sono il peggio degli ‘80 con un quarto di secolo di ritardo; “Do It” vira verso la techno e vi lascio immaginare i risultati; “Acid Song” vorrebbe essere Prince e invece è l’infimo Terence Trent D’Arby; “Hot Stupid” un funkaccio privo di mordente che James Brown si sta rivoltando nella tomba e George Clinton rischia di finirci prima del tempo. Rapportato alle aspettative, il peggior disco che mi sia capitato di ascoltare da anni.

Tratto dal Mucchio n°693

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