Bad Bad Things
Heavenly Sweetness/Self

Ecco un album da portare veramente ad esempio: per tutti quello che pensano che il reggae sia, anzi, debba essere un genere musicalmente rigido e statico, “Bad Bad Things” è una salutare lezione. Sfidiamo qualunque appassionato integralista del genere giamaicano a dire che questo “non” sia un album reggae: sostanzialmente lo è, arduo sostenere il contrario. Lo è nemmeno tanto nel ritmo, perché è vero che ogni tanto ci sono deviazioni rispetto al canovaccio classico, ma lo è decisamente nelle sonorità, quella pasta tipica e inconfondibile di basso, batteria e chitarra.
Il digionese (da tempo, però, trapiantato a Parigi) Max Guiguet è già da anni nel music business e quindi non è – come magari potrebbero pensare coloro che non frequentano questi ambiti – un giovinetto di primo pelo; lo abbiamo visto affiorare negli anni nel catalogo F Comm, l’etichetta di Laurent Garnier, ma soprattutto ha speso un bel po’ di tempo a lavorare alla programmazione di Actuel e Nova. Eh, averne di radio così in Italia. Ma averne anche di persone che sanno usare con questa classe la matrice reggae, espandendola con eleganza e rispetto e non quindi sbracando, cercando l’effettaccio che strizza l’occhio al granda pubblico o al contrario nascondendosi nei soliti canoni triti e ritriti. Nella ricca scaletta di “Bad Bad Things” si giostrano non solo ospiti di un certo riguardo (Shawn Lee, Tommy Guerrero, Lateef The Truthspeaker) senza usarli come specchietto per le allodole, ma si immettono anche alfabeti pop, soul, jazz senza forzature, con una naturalezza così curata e ben fatta da sembrare “inevitabile”. Menzione d’onore per il gioco d’archi che arricchisce “Cuban Shirt”: vetta assoluta dell’album, mette insieme una cinematicità alla “Unfinished Sympathy” dei Massive Attack con accenti che sembrano presi dalle colonne sonore della Blaxploitation; tutto questo in punta di penna, senza mai calcare la mano. Insomma: “good good things”, ribaltando completamente quanto affermato dal titolo.

tratto dal Mucchio n° 672/673

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