HEAVY ROCKS
Sargent House/Goodfellas

Pensate a un genere musicale, uno qualsiasi; e adesso riflettete sul fatto che, lo stesso genere, nella quasi ventennale carriera i Boris lo hanno suonato molto meglio di (quasi) chiunque altro. Attraversati territori i più prossimi al noise e alla psichedelia, i tre giapponesi danno prova di poter ridefinire anche i canoni del trash e dell’heavy metal con un album dal titolo identico, anche per l’artwork, a quello uscito nel 2002, che prendeva spunto dal punk e sfociava nello stoner (se non fosse fallita, della pubblicazione se ne sarebbe occupata la Man’s Ruin di Frank Kozik). Heavy Rock, in effetti, possiede passaggi notevoli: Riot Sugar, con il vecchio amico Ian Astbury dei Cult (altrove compare pure Aaron Turner degli Isis), e Galaxians sono molto più vicine ai Black Sabbath di quanto fosse lecito attendersi da una formazione che ha fatto del continuo mutamento il proprio biglietto da visita; Leak-Truth, meno venefica, ha ritmi avvolgenti e Missing Pieces un’anima distruttrice esaltata da un incontrollabile tsunami che, all’improvviso, perde forza per generare una ballata introspettiva e caldissima. Ci sono anche episodi meno elettrici: Window Shopping, ad esempio, quasi scanzonata, ad anticipare i contenuti di un altro disco, Attention Please (*), che finisce nei negozi in contemporanea Heavy Rocks. Ma se ne di-scosta con un vigore che fa ritenere che gli autori del primo non possano essere gli stessi del secondo. Perché, qui, qualcosa non gira: la melodia – che si impossessa della scena e non la abbandona neppure nei momenti più vicini alla psichedelia di cui i Boris, lo si è anticipato, sono assoluti maestri – degenera in un pop inconsistente, fine a se stesso che neanche le capacità vocali della chitarrista Wata riescono a far uscire da un torpore che innalza il livello di pericolo. Qualcosa si salva (Aileron, Spoon); il resto va preso come l’ennesimo divertissement di una formazione che ancora non è consapevole di quale sarà il suo futuro.

tratto dal Mucchio n°683

Ultime recensioni Musica
FJM_GodsFavoriteCustomerCover
Father John Misty

God’s Favorite Customer

6.5

Con il quarto album a nome Father John Misty torna Josh Tillmann, l’autore di canzoni californiano già...
R-11909640-1524565190-8346_1525264924
Iceage

Beyondless

9

Diciamo pure che avevo bisogno di un disco del genere, in sintonia con il cattivo umore che...
Beach-House-7-LP
Beach House

7

8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato...
0602567364351_0_0_0_75
Sons Of Kemet

Your Queen Is A Reptile

8

Gli egizi chiamavano il loro paese Kemet, cioè “terra nera”, traendo spunto dal limo scurissimo rilasciato dalle...
doc160.ryleywalker.deafman.fc_.1600-1519762445-640x640
Ryley Walker

Deafman Glance

8

Confesso di non riuscire a definire con precisione la musica di Ryley Walker. Lo trovo, l’americano, sprecato...
mien mien
MIEN

MIEN

6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario...
DRINKS
Drinks

Hippo Lite

7

Cate Le Bon lo aveva dichiarato tre anni fa: “Nelle interviste ti fanno sempre domande tipo ‘Quale...
mouse on mars cover
Mouse On Mars

Dimensional People

7.5

Uh, vedi un po’: i Mouse On Mars abbandonano le sponde discografiche che recentemente li avevano visti...
a toys orchestra LUB-DUB
…A Toys Orchestra

Lub Dub

7

Mentre là fuori l’indie italiano continua a scalare con risibile facilità le vette delle classifiche tricolori, gli...
CS672934-01A-BIG
Jonathan Wilson

Rare Birds

6

Che cosa non funziona in questo album di Jonathan Wilson? Formalmente, nulla.Alla sua nuova uscita, il songwriter...
Mount Eerie- Now Only
Mount Eerie

Now Only

8.5

A un anno esatto dallo splendido A Crow Looked At Me, Phil Elverum costruisceintorno alla scomparsa, all’eredità...
preocupations
Preoccupations

New Material

8

Nonostante qualche intoppo presentatosi subito sul cammino (il cambio di nome da Viet Cong a Preoccupations, a...
Baustelle 2018
Baustelle

L’amore e la violenza vol. 2

8

“Dodici nuovi pezzi facili”, recita il programmatico sottotitolo dell’ottavo album in studio di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi...
David-Byrne-cover
David Byrne

American Utopia

7

L’album più atteso dell’inverno, o quasi. Il “mezzobusto” non ne confezionava uno a suo nome dall’epoca di...
suuns-felt-e1515742982651
Suuns

Felt

8.5

Dal momento in cui ho deciso di occuparmi di Felt, rifletto su quante altre band, nell’ultimo decennio...