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Broken Social Scene

Hug Of Thunder

8.5

È accaduto che, a poche ore dall’attentato che il 22 maggio scorso mieteva ventidue vittime al concerto di Ariana Grande, i Broken Social Scene si trovassero di scena a Manchester. A dedica per il giovanissimo pubblico che il giorno prima era stato colpito dalla tragedia, infilano in scaletta una versione di Anthems For A Seventeen Years Old Girl e chiamano a suonarla sul palco la gloria locale Johnny Marr. Nell’onda emotiva che ha seguito quella brutta storia, e che ha coinvolto soprattutto i diversi lignaggi del pop britannico, il gruppo canadese ci è entrato così, si direbbe quasi per caso. O magari no. Magari invece il ruolo che l’universo ha assegnato ai Broken Social Scene è giusto quello di farsi vivi nel momento del bisogno.

Dice Kevin Drew a proposito dei motivi della rimpatriata: “Con le ansie che crescono nel mondo tendiamo a tornare a ciò che conosciamo meglio, ai nostri amici”. E in effetti il cast stavolta è particolarmente affollato: attorno al nucleo storico si radunano componenti dei Clinic e degli Stars, per non dire del gradito ritorno di Leslie Feist. Per a un progetto che ha fatto del collettivismo la sua ragion d’essere, il dato non sorprende di per sé: casomai stupisce constatare la coerenza di un lavoro a così tante mani, una caratteristica che in realtà è sempre difettata anche ai lavori migliori dei Nostri – addirittura nel classico ma eclettico You Forgot It In People.

Hug Of Thunder aggiorna il sound a un pop meno elettrico e più elettronico, ricco eppure asciutto. Perché la title track è un piccolo miracolo di equilibrio, felicemente vicina all’ultimo album della Feist solista; e perché non sono solo “ritornelli” quelli di Halfway Home e Protest Song, ma veri e propri chorus, composti da una moltitudine di persone e che da moltitudini chiede di essere cantata. Dodici, gioiosi anatemi per ragazze (e ragazzi) dai diciassette anni in su, un vero e proprio balsamo contro il logorio delle tragedie quotidiane. Anche per noi all’ascolto è prezioso poter tornare da “amici” come questi.

Pubblicato sul Mucchio n. 756/757

Commenti

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