Garden Ruin

City Slang-V2/Edel

A ripensarci oggi, l’impressione è che il compito principale di Joey Burns e John Convertino nei Giant Sand fosse quello improbo di mantenere ancorata a terra – per quanto possibile – la creatività imbizzarrita di Howe Gelb. Prova ne è che la produzione recente di quest’ultimo sia sempre più frammentaria (seppur sempre geniale), mentre il cammino dei primi due nei Calexico è, in confronto, assolutamente lineare. Dagli esordi a basso profilo alle esplosioni di vitalità messicaneggiante agli afflati sperimentali dell’ultimo “Feast Of Wire” (2003), i Nostri hanno infatti seguito un percorso dalle tappe ben definite, di cui “Garden Ruin” rappresenta uno snodo potenzialmente importante.

Forti delle numerose esperienze degli ultimi anni – i lunghi tour e l’ep con Iron & Wine, ma anche l’album solistica di Convertino i Calexico hanno ora deciso di cambiare approccio: meno richiami a un immaginario di frontiera (qui rinvenibile soltanto nella pur favolosa Roka, in duetto con la spagnola Amparo Sanchez), meno contaminazioni, meno sovrastrutture; e, di contro, un’attenzione sempre maggiore alle canzoni in sé e al loro aspetto puramente melodico. Non devono stupire, allora, un cantato sempre più intimo e un’attenzione finora inedita per i cori (“Deep Down”, l’elettrificata “Letter To Bowie Knife”); ciò che invece suscita meraviglia è la leggerezza di episodi come “Bisbee Blue” o, ancor di più, una “Lucky Dime” dall’incedere bacharachiano. A farle da contraltare, comunque, non mancano episodi decisamente più cupi e introspettivi come la lunare “Smash” o l’evocativa “Nom de plume”, sghemba e romantica insieme. Ci venisse richiesto di scegliere i momenti migliori, però, li collocheremmo in apertura e chiusura del cd: l’accattivante “Cruel” – che non dovrebbe faticare molto per diventare un classico della band – e “All Systems Red”, che conclude il programma in un crescendo di distorsioni via via più rumorose. Come a dire che tra la melodia e il suo contrario c’è di mezzo un mondo intero… fatto di folk, di rock e, per la prima volta in casa Calexico, di pop.

Recensione tratta dal Mucchio 621 (aprile 2006)

Ultime recensioni Musica
61AG4lCxU3L._SL1215_
Nick Cave & The Bad Seeds

Skeleton Tree

9

Va alla radice, Nick Cave. Va allo scheletro, perché a volte non resta che radere al suolo...
a1895762218_10
Anohni

Hopelessness

8.5

Un protest album lo si aspettava da tempo da Antony Hegarty. Nonostante la sfilza di album firmati...
8581ba8e7275a0c8a187bc427f9ab28e
BadBadNotGood

IV

8.5

Se al secondo album ufficiale – che poi è il quarto di una produzione splendida e precoce...
tumblr_inline_ob3r9kzV2O1qbab62_540
Russian Circles

Guidance

9

C’è un momento, nella carriera di una band, che rappresenta una sorta di spartiacque, un prima e...
c1645585
Dj Shadow

The Mountain Will Fall

7.5

La cosa divertente, e tristemente paradossale, è che DJ Shadow è riuscito a riavvicinarsi alle vette di...
a4202885575_10
The Dwarfs Of East Agouza

Bes

8.5

Era successo nel 2015 con la collaborazione tra Suuns e Jerusalem In My Heart, accade di nuovo...
005483377_500
Swans

The Glowing Man

8.5

Un’esperienza dal vivo, sia per i musicisti sia per il pubblico: di questo si tratta quando parliamo...
james-blake-colour
James Blake

The Colour In Anything

8.5

The Colour In Anything è il tripudio dell’estetica e della sensibilità di James Blake, fresco della collaborazione...
moonshapedpool_blog-580
Radiohead

A Moon Shaped Pool

8.5

Prima che intervenisse il Diavolo, era Dio che si trovava nei dettagli, citato in tempi e modi...
iggy-pop-post-pop-depression-300x300
Iggy Pop

Post Pop Depression

8.5

Il valore di una cattiva compagnia sa essere inestimabile. Anche senza confermare quell’etichetta da mezzo genio e...
12661828_913097505464862_2974762137926284259_n
Teho Teardo & Blixa Bargeld

Nerissimo

8

Nerissimo è un disco difficile da raccontare, perché racchiude al suo interno un intricato gomitolo di fili...
a0455473221_16
Suuns

Hold/Still

9

Quattro anni da Images Du Futur e, ancora, il suono dei Suuns cambia. Dalla più pura psichedelia...
cavern-anti-matter-void-beats-invocation
Cavern Of Anti-Matter

Void Beats/Invocation Trex

9

In principio era l’improvvisazione. Dopo anni di tecniche improbabili per rinnovare il suono degli Stereolab, Tim Gane...
motor
Motorpsycho

Here Be Monsters

7.5

Quando si dice che ogni occasione è buona. Il pretesto per l’edizione limitatissima di Child Of The...