Owens cop
Christopher Owens

Lysandre

PIAS/SELF
8

Annunciato da tempo, il debutto solistico di Christopher Owens è un’operina pop che si discosta dalla maggior ruvidezza dei lavori in precedenza realizzati al fianco di Chet “JR” White, cioè l’altra metà del duo californiano Girls, al battesimo discografico con Album del 2009, sotto la luce dei riflettori indie con l’incensato Father, Son, Holy Ghost del 2011 e alla prematura separazione a sorpresa lo scorso luglio. Operina per un paio di motivi, assolutamente da non intendersi nell’accezione negativa del termine: la relativa brevità della scaletta – che non raggiunge neanche la mezz’ora di durata ed è alla resa dei conti calibrata al millimetro, funzionale nel controbilanciare le ambizioni generali – e soprattutto la constatazione che Lysandre è inquadrabile come un vero e proprio concept, dedicato all’omonima ragazza conosciuta durante una performance nel contesto di un festival francese. Registrati a Los Angeles in compagnia dell’ormai fidato produttore Doug Boehm e fortemente ispirati all’esperienza del primo tour della vecchia band risalente all’estate del 2008, i pezzi vanno a costituire “una storia di formazione, road trip e amore” preservando comunque la leggerezza ed evitando ogni eccesso di pretenziosità narrativa. San Francisco, New York o la Costa Azzurra fanno da sfondo a parole che riescono a coadiuvare il senso di stupore per le nuove scoperte della vita (in tour) e la sofferenza che prima o poi attanaglia almeno una volta ciascuno di noi. Il copione è abbastanza classico, semplice nel delineare una relazione di coppia che brucia con ispirata discrezione anziché spegnersi lentamente: si parte con l’affinità, che scatta se anima e orecchie sono rispettivamente predisposte a sentimenti e canzoni, e si cala il sipario con la separazione che precede il malinconico ritorno a casa. Un copione che magari vedremmo bene trasportato al cinema da Cameron Crowe, sul confine tra un Almost Famous guardato attraverso gli occhi della piccola rockstar e un Elizabethtown amputato del lieto fine. Ma forse è lo stesso tormentato percorso esistenziale di Owens, originario di Miami e figlio di membri fondamentalisti della comunità/setta religiosa Bambini di Dio, che si presterebbe facilmente per la trama di un film, dove il rigetto delle costrizioni e la fuga in cerca dell’indipendenza individuale rappresenterebbero il succoso piatto principale. Quando nell’adolescenza la salvezza è più necessaria della ribellione, insomma.

A essere sinceri, però, quello che colpisce subito ascoltando Lysandre è la padronanza, la varietà di registri maneggiata dal biondo, allampanato e androgino songwriter, una sorta di Kurt Cobain efebico e aristocratico, ritratto in copertina dal fotografo Ryan McGinley, che si rivela sopra le righe come l’amico Ariel Pink, eclettico come Bradford Cox dei Deerhunter ed enfatico come il miglior Patrick Wolf. Un songwriter che unisce spiccato senso melodico e ricercatezza formale, così come intenso romanticismo e sottile (auto)ironia. Gli undici brani in programma, scritti interamente in prima persona, sfoderano arrangiamenti raffinati e complessi, che osano innumerevoli cambi di andamento e si avvalgono sia di corde, batteria e tastiere sia di fiati e cori femminili, a dimostrazione di una ricchezza di spunti che rende interessante tanto la compiutezza del presente quanto i numerosi futuri che si spalancano all’orizzonte delle eventualità, anche perché è ragionevole ipotizzare margini di crescita. La meticolosa, cristallina definizione sonora contribuisce all’ideale ricezione di quello che è a tutti gli effetti un racconto in note, collegato da un tema strumentale che ricorre a mo’ di filo rosso in gran parte delle tracce, chiamato naturalmente Lysandre’s Theme e ripreso nelle più disparate modalità: accade nella delicata ballata Here We Go, nel r’n’r intellettual chic di New York City, nella dolenza filo-Flaming Lips di A Broken Heart, nell’elettricità sbarazzina di Here We Go Again oppure nell’esotismo alla Sandinista! dell’atipica Riviera Rock, che in pratica sembrerebbe dividere la tracklist in due parti simmetriche e complementari (una più estrosa, una più intimista). Se ce ne fosse ancora bisogno, la programmatica Love Is In The Ear Of The Listener e il ritornello beatlesiano della title track – che tra l’altro proclama in credibile scioltezza “Love is everything that you need…” – forniscono ulteriori indicazioni su ciò in cui credere oggigiorno, ovvero su quali siano gli unici culti ai quali vale seriamente la pena votarsi. Cuore e Musica: è o non è, in fondo, il proverbiale abbinamento dei sogni?

 

Pubblicato sul Mucchio 702

Ultime recensioni Musica
the_tower_motorpsycho-1024x1024
Motorpsycho

The Tower

7

Fatecelo dire. Con una media da quasi un’uscita all’anno, quella di un altro album dei Motorpsycho in...
a0371152011_10
Chelsea Wolfe

Hiss Spun

7.5

Diventata un’artista di prima fascia, Chelsea Wolfe ha inanellato almeno tre capolavori di fila: difficile descrivere altrimenti...
file
The War On Drugs

A Deeper Understanding

8

Non solo Stranger Things. Il miglior revival degli anni 80 passa anche per la musica dei War...
Ariel-LP-1000x1000
Ariel Pink

Dedicated to Bobby Jameson

7.5

È uno dei più grandi retromaniaci del nostro tempo, eppure un suo pezzo si riconosce alla prima...
SUCCI_ConGhiaccio_cover-hi
Giovanni Succi

Con ghiaccio

7.5

Sino a ora impegnato in riletture d’autore (tre anni fa l’omaggio fu al genio conterraneo Paolo Conte...
qotsa_villains_01
Queens Of The Stone Age

Villains

6

“Se non fai un ottimo primo album allora dovresti smettere, ma se lo fai e poi non...
Hug-Of-Thunder-1494255080-640x640
Broken Social Scene

Hug Of Thunder

8.5

È accaduto che, a poche ore dall’attentato che il 22 maggio scorso mieteva ventidue vittime al concerto...
a2340015657_10
Cigarettes After Sex

Cigarettes After Sex

8

L’hype e le visualizzazioni su YouTube possono essere fuorvianti. Quando un nuovo fenomeno Web comincia a diventare...
laurel-halo-dust
Laurel Halo

Dust

8

Ciascuno è conseguenza delle esperienze fatte. E ciò vale, a maggior ragione, nel caso dei musicisti. Addizioniamo...
a3406870115_10
King Gizzard And The Lizard Wizard

Murder Of The Universe

8

La fine del mondo come non lo avevamo conosciuto. È un’involuzione verso il Medioevo, culturale e mentale,...
chino-amobi-non-records-debut-album-paradiso
Chino Amobi

PARADISO

8.5

A chi incontra Chino Amobi per la prima volta è giusto ricordare che il co-fondatore della rete...
pumarosa_the-witch
Pumarosa

The Witch

7.5

“I just wanna dance”, afferma Isabel Munoz-Newsome nel singolo Priestess, sette giri e mezzo di orologio dedicati...
039eed0758eb3aa30f050c77e7bbdc1e.1000x1000x1
Kendrick Lamar

DAMN.

9

Credere in Kendrick Lamar è, sopra ogni cosa, un atto di fede. Non tanto per le sue...
a-crow-mount-eerie
Mount Eerie

A Crow Looked At Me

7

Geneviève Castrée, in arte Woelv e Ô Paon, ci ha lasciati il 9 luglio dello scorso anno...
a1257961858_10
Flowers Must Die

Kompost

8.5

Forse non diventeranno mai famosi come i Goat – e i Dungen prima di loro – ma...