city and colour
City And Colour

The Hurry And The Harm

Cooking Vinyl/Edel
5

Di menestrelli con il cuore in mano sono piene le ribalte della cosiddetta alternativa contemporanea e, consentitecelo, pure le tasche di chi è rimasto ad ascoltare. D’accordo che la crisi preme e che un tour chitarra e voce paga meglio che militare in una banda di sei, ma, l’imprenditore insegna, mettersi in proprio è una mossa vincente solo quando si ha del capitale da investire. Gente come John Grant e Justin Vernon ha fatto centro solo dopo avere puntato sul tavolo le sfighe di una vita intera, mentre dice peggio a chi tenta di sfangarla con spirito professionale, perché già sa che quello confessionale non è affar suo. Non si può biasimare il canadese Dallas Green, ex voce degli Alexisonfire, per averci provato: con otto anni sotto l’alias di City And Colour, quattro dischi in studio e due live, il nostro emo-songwriter, come ebbe a definirsi, è ancora alla ricerca della maturità. Il suo The Hurry And The Harm è un LP di cantautorato che più classico non si può, zeppo di personalità di secondo piano strappate alle crew di Raconteurs, My Morning Jacket e Pearl Jam. Melodie fini, steel guitar e falsetti: ogni cosa sta al suo posto, e forse è questa aura mediocritas il problema più grosso. Lo stile levigato ed insipido di un mestierante della canzone che punta al passaggio radiofonico, con Jeff Buckley nel cuore e James Blunt in testa. Vade Retro.

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