Clayhill

Eat Sleep/Audioglobe

Chissà cosa ne penserebbero i R.E.M. – giusto per citare una band che, dopo un quarto di secolo di carriera, ancora non ha pubblicato un album dal vivo – di quest’operazione dei Clayhill. Che, a neppure un anno dall’uscita del delizioso “Small Circle”, un riuscitissimo concentrato di pop malinconico e d’autore, confezionano un disco registrato in presa diretta con il quale rivisitano in veste acustica una selezione del meglio del repertorio. Detto che le atmosfere di “Figure Of Eight”, “Northern Soul” e “Grasscutter” acquistano, in tale dimensione, ancora più brillantezza (grazie, soprattutto alla voce calda ed ammaliante di David Clark), non si può omettere di sottolineare la versione di “Please Please Please Let Me Get What I Want” con cui il trio rende omaggio a quelli che, a ragione, possono essere considerati i loro genitori putativi, ossia gli Smiths: i ritmi sono molto più che rallentati, quasi immobili, con il cantato, se possibile, più fragile che in precedenza e con una chitarra dolce e lontana che non intralcia affatto le operazioni. “Clayhill”, insomma, è opera valida, non solo per completisti, che anche tra trenta o quarant’anni suonerà attuale, accattivante e pregna di malinconici riverberi come oggi.

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