VIVA LA VIDA
Capitol/Emi

Il titolo euforicamente sepolcrale del nuovo disco dei Coldplay nasconde molti chiaroscuri, anche se il pezzo di apertura, “Life In Technicolor”, toglie quasi il respiro, tramutandosi in fretta nella catarsi accelerata di “Cemeteries Of London” e, nella successiva “Lost!”, in un grido d’aiuto solo abbozzato. La vera forza che sta però dietro a intagli fatti di chitarre spiegate e di tastiere mai così duttili è la ricerca, senza compromessi, dell’intensità. Nessuna facile via di fuga: Chris Martin e compagni hanno scelto, con una buona dose di coraggio, di non compiacere il pubblico, fin dal singolo in dissolvenza di “Violet Hill”, così come nella intensa “42” e nella ritmata e un po’ ironica “Lovers In Japan”.
La voce di Martin è qui uno strano impasto fra quella di Bono e quella del primo Thom Yorke: paragoni che vorrà permetterci, tanto più che il tessuto delle canzoni accosta la banda irlandese ai Coldplay come mai prima d’ora. È quella strana compressione fra ritmo e timbri, fra elettrica ed elettronica, che è il marchio di fabbrica del Brian Eno pop, qui al lavoro assieme a Markus Dravs. Un disco che scorre più veloce e meno stucchevole di quanto da più parti si temesse: vedi il loop su cui si avvia la sinuosa “Yes”, o il continuo occhieggiare al folk. Di sicuro, “Viva La Vida Or Death And All His Friends” è l’album più strutturato e ricco dei Coldplay che, come ogni magnum opus, ne evidenzia i pregi e i limiti. Il bilancino è decisamente a favore dei primi: la curiosità ha avuto la meglio sull’appiattimento o sulla ricerca, pura e semplice, di qualche altro memorabile slogan, così come la produzione non ha avuto reticenze nel caricare, all’occorrenza, i toni. Rimane qualche vizio di forma, da pilota automatico, che non impedirà al cd di togliersi diverse soddisfazioni, non solo commerciali. Dall’altra parte dello steccato, irraggiungibili, continuano a esserci i Radiohead, ma il gruppo ci ha mostrato una sua faccia che non pensavamo nemmeno potesse esistere, poco languida e parecchio avventurosa.

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