Cma - Flags - cover
Crayon Made Army

Flags

Autoproduzione
6.5

C’era una volta una band chiamata Music Pushers. Far Into The Night è il titolo dell’album che pubblicarono. Era il 2010. Seguì un ep due anni dopo (Breathe Me In), dopodiché forse si immolarono, di certo morirono. Certi dettagli non sono particolarmente interessanti. Dalle loro ceneri, oggi, sorgono i Crayon Made Army e questo, sì, ci intriga, perché al cambio di nome ne corrisponde uno di sostanza. Flags è il disco con cui debuttano nuovamente, ripartendo non proprio da zero; la capacità di sapere comporre e arrangiare in modo così pulito e coinvolgente non piove dal cielo. Fabio Marchi, Filippo Micciarelli e Michele Rotelli sembrano avere imboccato una giusta via, fatta di pop sognante ed elettronica leggera ma concreta, senza troppi orpelli. Ancora di più, nello scorrere degli undici brani in scaletta, colpiscono gli efficaci intrecci vocali. Il cantato è teso eppure mai diretto, quasi “tangenziale”. Usarlo per disegnare e sostenere tutta la parte melodica era una scommessa rischiosa e il terzetto, in tal senso, ha vinto. Va detto, non tutto brilla e alcuni brani scivolano via con eccessiva facilità. È un peccato, perché non c’è un titolo che non presenti intuizioni interessanti (ne citiamo tre a coprirne lo spettro sonoro: Priceless, Tin Soldiers, la delicatissima Plane And Sea). Il prossimo passo sarà rendere tutte queste idee davvero memorabili.

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