The Famous Mad Mile
Fargo/Self

A giudicare dalla musica in sé, non avremmo dubbi nell’indicare gli States come la patria di Danny George Wilson, tanta è la americanità che trasuda da ogni nota di ciascuna delle canzoni contenute in questa sua prima fatica da solista. Invece no, i documenti parlano chiaro: il domicilio è in Inghilterra, per la precisione a Londra. Proprio qui il Nostro ha mosso i primi passi con i Grand Drive, formazione – guidata insieme al fratello Julian – dedita all’alt-country quando era ancora di moda parlare di brit-pop. Un approccio slegato dall’attualità non dissimile da quello che troviamo in “The Famous Mad Mile”, lavoro che fin dai primi secondi richiama un immaginario fatto di spazi aperti polverosi e battuti dal sole. Al suo interno, nove ballate acustiche che mettono in bella mostra tutto il repertorio stilistico e strumentale del country-folk, e lo fanno con piena cognizione di causa. Il problema, semmai, è che, se l’album nell’insieme non dispiace per le atmosfere che riesce a creare, scendendo nel dettaglio delle singole composizioni non è che spicchino momenti destinati a essere ricordati nel tempo, sebbene valga la pena menzionare “Painted Pebble”, “Fishing Line” e “The Bellringer”. Pur trattandosi di un disco ben fatto e indubbiamente sincero, ci sentiamo di consigliarne l’acquisto a scatola chiusa soltanto agli appassionati del genere.

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