Daughter cop
Daughter

If You Leave

4AD/SELF
7

“Dubbio, insicurezza, paura, rabbia e solitudine”. Non sembra mancare davvero niente nel campionario di cupezza e disagio dei Daughter, progetto che in realtà suona abbastanza luminoso ed è guidato da Elena Tonra, successivamente raggiunta da Igor Haefeli e Remi Aguilella. Archiviati vari ep quantomeno promettenti (Demos, His Young Heart, soprattutto The Wild Youth), If You Leave è esordio sulla lunga distanza che mette relativamente poco sul piatto, ma lo fa in maniera impeccabile. La voce è al contempo confidenziale e pervasa da sottili increspature che destabilizzano la quiete, le chitarre pennellano fraseggi e riverberi tra dream pop in linea con l’estetica 4AD – che non a caso ha dato alle stampe il disco – e shoegaze, le percussioni fanno da substrato con ritmiche minimali. Se il suono è ben a fuoco grazie ai contributi alla produzione e al mixaggio di gente come Rodhaidh McDonald (The XX, Adele), Jolyon Vaughan Thomas e Ken Thomas (Sigur Rós, M83), le dieci canzoni in programma propongono una forma di folk moderno, sempre abbastanza articolato nel flirtare con pop, (post) rock ed elettronica. Più o meno è come se Natalie Merchant, Suzanne Vega o la più giovane Laura Marling avessero la possibilità di cantare nei Beach House. La personalità è da affinare, ma il trio londinese è senz’altro apprezzabile figlio del suo tempo.

Pubblicato sul Mucchio 704

 

 

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