Doldrums cop
Doldrums

Lesser Evil

SOUTERRAIN TRANSMISSIONS/SELF
7.5

Che si sia ispirato ad Ariel Pink’s Haunted Graffiti, agli scritti di Coleridge o a espressioni colloquiali di uso marittimo, Airick Woodhead sceglie lo pseudonimo Doldrums e getta l’ancora per l’exploit sulla lunga distanza, dopo aver smosso le acque con l’ep Egypt – la cui lisergica title track è peraltro qui recuperata – e riscosso l’ammirazione di fuoriclasse come i Portishead. Preceduto dal nuovo estratto She Is The Wave e suddiviso idealmente in due facciate, Lesser Evil punta su uno strisciante, paranoico mix di beat, groove e sample, di manipolazioni vocali e viaggioni innescati dalla perdita della propria individualità. Se le tracce più estese si trasformano in cavalcate allucinatorie, i frammenti Intro e Singularity Acid Face restano comunque impressi come schegge di vetro che si conficcano nella pelle. Quello che invece va in frantumi nell’immagine di copertina è lo schermo del computer appartenente al musicista e produttore di Montreal, che nel fondere elettronica, noise e pop deviato ricorre a sonorità sporche e ritmiche a tratti filo-esotiche, in un ipotetico scontro frontale tra Grimes oppure i primi Crystal Castles e gli Yeasayer oppure gli Animal Collective più sperimentali. Non è in conclusione un male minore, Lesser Evil, bensì un lodevole esordio, dotato di intuizioni peculiari e non comune visione d’insieme.

Pubblicato sul Mucchio 704

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