Ukulele Songs
Island/Universal

Per cercare di cogliere la forza del disco di Eddie Vedder bisogna partire dalle sue debolezze. Non si tratta di un esercizio puramente filosofico: non appena i primi brani hanno cominciato a circolare in Rete, l’album è stato sottoposto a una piccola campagna di sfiducia da parte di alcuni – e nemmeno così pochi – dei fan. I motivi sono la presenza di diverse canzoni non originali, l’ossessione, poco creativa, per il piccolo ukulele e un po’ di gusto per la contraddizione che non guasta mai. Non troppa sostanza, insomma, anche nelle critiche. A onor del vero, se si va in profondità nell’ascolto, qualcosa di claudicante si trova. Innanzitutto c’è la scelta di non stupire, ma di servire fino in fondo la dinamica ritmica e armonica di uno strumento che il cantante dei Pearl Jam ama da tempi non sospetti. Il timbro vocale rimane così omogeneo per tutti i nemmeno trenta minuti dell’ascolto, e può strappare qualche sbadiglio.
La scelta, con l’eccezione fulminante di Longing To Belong, di non ricorrere quasi mai ad arrangiamenti particolari e i scarsi ospiti di contorno fanno il resto. Eppure, da questa solitudine monastica emergono svariati spunti di folk senza patria, dalla rilettura emozionante di Can’t Keep al tono intenso di Satellite, fino a un pezzo decisamente maggiore come More That You Know. Insomma, se tutto non risplende istantaneamente, come capitava per la colonna sonora di Into The Wild, ci sono di sicuro ampi spazi per respirare e recuperare il tempo giusto per canzoni che crescono lentamente, nella mente di chi ama, almeno un po’, un genere che non è solo sferragliante ed elettrico. Certo, oltre un certo limite si va nel gusto personale, che come si sa non si discute. Ukulele Songs è comunque un album delicato, rigoroso e sensibile, che non va liquidato in un paio di ascolti, magari insofferenti. Se poi volete di più, potete sempre dedicarvi al dvd dal vivo Water On The Road, parecchio movimentato, sul quale torneremo nel prossimo numero.

John Vignola / * * *

tratto dal Mucchio n°683

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