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Emily Plays

Everything Will Be Pure Again

Soviet Studio/Audioglobe
7.5

A distanza di due anni dall’ottimo I Had A Heart That Loved You So Much – stupendo titolo che traduceva in inglese il nome di un brano struggente di Mino Reitano – la band di Sara Poma torna con un viaggio emotivo su una colonna sonora che sembra arrivare direttissima dagli anni 90. Shoegaze alla My Bloody Valentine di Cigarette In Your Bed, momenti in cui Massive Attack e Portishead sembrano sfiorarsi impercettibilmente: tutto questo e molto altro sembra essersi riversato nel nuovo album Everything Will Be Pure Again. Al solito prodighi di trovate compositive non scontate, di straordinarie melodie e inconsuete intuizioni pop, gli Emily Plays non smussano però gli angoli della disperazione e a un sound oscuro, intimo e dalle atmosfere opache tra chitarre ed elettronica, uniscono molti testi commuoventi (quello di Mother, su tutti), in grado di sondare, spesso attraverso pochi versi in loop, imprevedibili abissi emotivi. Non è facile tovare lavori talmente capaci di andare a fondo e di farsi, al contempo, canticchiare, con veri e propri ritornelli killer; The Place From Which Both Came, Beth, la già citata Mother, 16 Years Old sono solo alcuni degli episodi che riescono in questa impresa, confermando gli Emily Plays come una delle band italiane ancora troppo poco note eppure realmente meritevoli di ascolti e attenzioni.

Commenti

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