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Flowers Must Die

Kompost

ROCKET/GOODFELLAS
8.5

Forse non diventeranno mai famosi come i Goat – e i Dungen prima di loro – ma c’è il serio rischio che con Kompost assurgano quantomeno a “band svedese di culto” del 2017. Ovviamente psichedelica, perché le due formazioni sopracitate, a cui vanno aggiunti i più mistici Hills, ci ricordano come quella freak-lisergica sia una tradizione che in Svezia ha radici nella fine degli anni 60, con l’esplosione del movimento progg – da progressivism e non dal progressive inglese – e di numerosi gruppi (Träd, Gräs och Stenar e Älgarnas Trädgård, i più celebri) dalla spiccata componente sociopolitica, veicolata attraverso suoni dal folk-blues all’acid rock.
Con l’esordio lungo per Rocket (dopo l’ep Sista Valsen dello scorso anno), nonché quinto album dal 2010 a oggi, i Flowers Must Die mantengono le promesse di un nome ambizioso preso in prestito dalla celebre suite omonima degli Ash Ra Tempel. Kompost è quanto di meglio si possa chiedere a un poderoso disco psichedelico nel 2017: pura contaminazione tra il verbo krautrock improvvisativo, circolare e cosmico (anche) di Amon Düül II e Can con il free jazz e relativa sezione fiati, il rock saturo e dronico dei Loop e un groove che si spinge ai confini di certa musica nera. Il mantra heavy d’apertura Källa Till Ovisshet lascia subito (ampio) spazio allo space funk di Hit, puntellata dai fraseggi vocali di Lisa Ekelund – subentrata al quintetto originale anche al violino. In un continuo crescendo, seguono echi degli Stooges di Fun House con After Gong (omaggio alla recentemente scomparsa Gilli Smyth), col sax acido e ossessivo a fare da trama principale, e poi una psichedelia mutante che prende forma lungo un percussivismo sinistro e sincopato (Why?), battaglie intergalattiche a suon di feedback (Hej Då), synth modulari e chitarre distorte che paiono sitar mentre guardano a Oriente – Don’t You Leave Me Know e Svens Song, separate da due brevi intermezzi ambient-notturni in presa diretta dal cosmo. Un altro disco che potrebbe giungere tra gli ascolti di fine anno in sella al missile Rocket.

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