THERE’S LOVE IN YOU
Domino/Self

Ce l’aveva già anticipato, Kieran Hebden, durante una lunga chiacchierata nel backstage del romano Circolo degli Artisti: “il prossimo disco sarà dance, ho scoperto il mondo della club culture e caspita mi è piaciuto un sacco…” nel dirlo, gli si illuminavano gli occhi. Quando la scopri un po’ in ritardo, la faccenda del vivere la notte e passare le ore a fare il dj, con attorno gente festante e tutto il resto, ti colpisce ancora di più. Poi magari te ne stufi. Ma intanto ne soffri il pericoloso e magnetico fascino, soprattutto se per anni sei stato nella tua cameretta a far cose e, in fondo, non ti interessava più di tanto quello che succedeva là fuori. Di Hebden però non ci interessa fare il profilo psicologico, comportamentale e umorale, bensì capire quanto continua a essere valida la sua musica. Non stiamo dicendo che There’s Love In You è improvvisamente un martello con cassa in quattro e tastieroni alla Bloody Beetroots, oppure stilizzazioni minimal alla Hawtin. Non resterete orfani del suono e del piglio di Four Tet, amici. Succede però che le strutture ritmiche si fanno all’improvviso molto più quadrate e geometriche, l’iteratività diventa il cardine strutturale di tutte le tracce, la complessa e barocca creatività in chiave digi-acustica continua ad esserci ma è tenuta a bada, diventa un elemento dell’insieme, non più la ragion d’essere di ogni brano. Funziona? Sì e no. Hebden resta a metà del guado. Perde in preziosità, ed era inevitabile, ma non guadagna abbastanza in portata ipnotica e intensità emotiva (ovvero la vera forza della musica dance fatta bene), anche perché continua a essere affezionato alla sua metodologia da cameretta, cosa che si sente nella consistenza dei suoni; è che se vuoi andare dritto, devi andarci giù un po’ pesante, perché sennò le miniature da affascinanti si fanno stucchevoli e inutili. Non vogliamo segare questa mini-svolta di Four Tet, potenzialità ce ne sono, ma There’s Love In You deve essere un punto di partenza non uno d’arrivo. Altrimenti ridateci Pause e Rounds.

tratto dal Mucchio n°666

Ultime recensioni Musica
arthur-buck-cover-2018
Arthur Buck

Arthur Buck

6.5

Pop rock regolare. Regolare quando invece ti aspetti la genialata. Diciamo subito, per quelli magari che si...
edwards & hacke
David Eugene Edwards & Alexander Hacke

Risha

7

Tutto si potrà dire di questo disco tranne che non sia il parto di due musicisti carismatici:...
Mark-Lanegan-and-Duke-Garwood-With-Animals
Mark Lanegan & Duke Garwood

With Animals

7.5

“Suppongo sia sempre mezzanotte da qualche parte” ipotizza Duke Garwood, a commento dell’ultimo disco scritto e suonato...
letseatgrandma
Let’s Eat Grandma

I’m All Ears

6.5

Sono “tutt’orecchi” anch’io. La volta scorsa, all’esordio in I, Gemini, le nipotine terribili – che di nome...
kamasi-770x770
Kamasi Washington

Heaven And Earth

7.5

Quando ci eravamo lasciati, alla fine dell’intervista destinata a “Mono”, il supplemento di approfondimento riservato agli abbonati...
layl-llamas-thuban
Lay Llamas

Thuban

8.5

Quattro anni sono un arco temporale significativo per l’industria musicale, in cui può succedere di tutto –...
C_2_articolo_3142204_upiImagepp-800x800
Calcutta

Evergreen

5

Occorre far girare il disco daccapo tre o quattro volte per essere certi di aver guadagnato una...
FJM_GodsFavoriteCustomerCover
Father John Misty

God’s Favorite Customer

6.5

Con il quarto album a nome Father John Misty torna Josh Tillmann, l’autore di canzoni californiano già...
R-11909640-1524565190-8346_1525264924
Iceage

Beyondless

9

Diciamo pure che avevo bisogno di un disco del genere, in sintonia con il cattivo umore che...
Beach-House-7-LP
Beach House

7

8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato...
0602567364351_0_0_0_75
Sons Of Kemet

Your Queen Is A Reptile

8

Gli egizi chiamavano il loro paese Kemet, cioè “terra nera”, traendo spunto dal limo scurissimo rilasciato dalle...
doc160.ryleywalker.deafman.fc_.1600-1519762445-640x640
Ryley Walker

Deafman Glance

8

Confesso di non riuscire a definire con precisione la musica di Ryley Walker. Lo trovo, l’americano, sprecato...
mien mien
MIEN

MIEN

6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario...
DRINKS
Drinks

Hippo Lite

7

Cate Le Bon lo aveva dichiarato tre anni fa: “Nelle interviste ti fanno sempre domande tipo ‘Quale...