AUTORITRATTI CON OGGETTI
Niegazowana/Venus

Dagli Studiodavoli all’esordio solistico, da Lecce a Milano. Gianluca De Rubertis ha ottenuto visibilità grazie a Il Genio: un primo album trainato dal tormentone “Pop porno” e un secondo in crescita, “Vivere negli anni X”. Con “Autoritratti con oggetti” si diminuisce il tasso pop per concentrarsi sul cantautorato vecchio stile, rendere omaggio a un’estetica decadente e fumosa che da Tenco e Bindi (o Morgan) si collega all’amato Serge Gainsbourg. Si punta sul connubio tra voce profonda e pianoforte, ma non mancano pennellate di colore apportate dai tanti ospiti: i fiati di Enrico Gabrielli, il violino di Rodrigo D’Erasmo, le chitarre elettriche di Marco Ancona e Lorenzo Corti, il basso di Roberto Dell’Era. La cura prestata ai testi – si senta la malinconica “Io addio” – non sacrifica l’ironia, in modo per certi versi affine a Dente: si parla di donne e amori, come si intuisce dalla copertina e dalle partecipazioni vocali di Lucia Manca o della sorella Matilde (Girl With The Gun). Al di là di un’impronta stilistica marcata, della riuscita più o meno convincente dei singoli episodi, il musicista pugliese dimostra di sapersi destreggiare con bravura tra scrittura e arrangiamenti, senza mai barare – ovvero senza maltrattare gli spettri che a tratti evoca, oppure appropriarsene illegittimamente – né ammiccare a ritornelli a presa facile.

Tratto dal Mucchio n°693

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