Schermata 2015-06-23 a 16.10.58
Giorgio Moroder

Deja Vu

Sony
4.5

È bruttino? È bruttino. Ma soprattutto: è inutile. Clamorosamente inutile. Ora, uno prova anche ad accostarsi a questo Deja Vu privo di pregiudizi. Di più, fa qualsiasi cosa per riuscire in due imprese opposte: fare finta di non sapere che questo è un disco di Moroder + un sacco di featuring di voci à la page o da rilanciare, o al contrario ricordarsi invece che Moroder è una leggenda e merita un sacco di rispetto e comunque è interessante a prescindere vedere il suo take sulla modernità e sui suoni della dance contemporanea. Abbiamo provato in un verso, abbiamo provato nell’altro. Niente, Deja Vu resta un album inutile che Giovanni Giorgio poteva tranquillamente risparmiarsi e risparmiarci.

Lui, sia chiaro, ha il diritto di venire in studio a divertirsi, di farsi prendere bene da questa impetuosa fiammata di popolarità che le generazioni più giovani gli stanno tributando; però ecco, se il suo management gli fosse stato veramente amico gli avrebbe sconsigliato di buttarsi in una rentrée discografica che rischia solo di togliere magia e carisma alla figura moroderiana. Perché la toglie, eccome se la toglie: questa decina di tracce di dance radiofonica un po’ EDM un po’ disco un po’ electro annacquata per famiglie è la roba meno carismatica e di personalità voi possiate sentire oggi. Non è manco fatta male il che, paradossalmente, è peggio: rende il tutto più anonimo, più impersonale. Moroder c’è, ma diluitissimo, sottoposto a un lifting coi suoni contemporanei che manco Berlusconi con la sua faccia… e il sapore di fastidio dolciastro fuori tempo è lo stesso, fate voi. Ci sono anche punti bassi che stringono il cuore (come ha fatto Kelis a ridurre così la sua voce nell’infima Back And Forth?), così come altri che fanno invece intravedere zampate del Moroder- che-vorremmo (alcuni parti di Right Here, Right Now e La Disco). Ma chi se ne importa: finito l’ascolto, si dimentica tutto. Meglio così. Perché, se ci pensi meglio, Moroder un po’ antipatichello ti diventa, visto che si è buttato in ’sta cosa.

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