Giuliano Dottori_L'arte della guerra vol. 1
Giuliano Dottori

L'arte della guerra Vol. 1

Musica distesa
6

Per il suo nuovo album da solista Giuliano Dottori, chitarrista degli Amor Fou, si ispira a L’arte della guerra, l’opera-manuale strategico di Sun Tzu, risalente a 500 anni prima della nascita di Cristo. Il significato, come d’altronde il volume a cui si fa riferimento a partire dal titolo, è naturalmente tutto metaforico e accompagna il lettore-ascoltatore lungo l’intero tragitto delle vicende narrate. Si tratta di un disco intimo, fatto di riflessioni, scambi, desideri, perdite e volontà di ripresa; un lavoro attento, curato nella produzione e, come non spesso accade, nei suoni e nella struttura. Intenerisce, quest’opera terza di Dottori, e al tempo stesso lascia qualche perplessità. Dietro alle premesse importanti, al riferimento letterario-umano non consueto, alla dolcezza che alcuni di questi brani lasciano in eredità emotiva (Le vite degli altri, I fiori muoiono quando ci rattrista perderli), la sensazione è che manchi qualcosa. Che siano una compiutezza e una concezione autoriale solida? O, forse, siamo semplicemente di fronte a una scrittura che pare ingenua se confrontata alla portata, evidente, di questi testi? L’arte della guerra Vol. 1 è una prova dalle radici profonde, dal primo De Gregori – che pare spuntare in chiusura – a un certo folk americano contemporaneo. Gli intenti, anche se non sempre a fuoco, meritano attenzione.

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