LET THE PEOPLE SPEAK
Cooking Vinyl/Edel

Sapevamo che Black Francis/Frank Black dei Pixies ha fatto confluire la parte più giocosa di sé nei Grand Duchy, progetto allestito assieme alla consorte Violet Clark. E sapevamo che quest’ultima è appassionata di sintetizzatori e pop degli anni 80. Non immaginavamo, però, che “Let The People Speak” avrebbe impartito una svolta disco-funk al rock artigianale, seppur aperto a tastiere sbarazzine, dell’esordio “Petits Fours”. Si rimane spiazzati, come successo per esempio con “Sonic Kicks” di Paul Weller, ma con lo scorrere dei quattordici brani avviene una sorta di cortocircuito sensoriale: la perplessità sfuma via via in ammirata curiosità perché – andando a fondo – il “cazzeggio” autoironico sembra a tratti evidente. È come assumere un allucinogeno e vedere i colori mutare via via, mentre la fantasia ringrazia. Gli episodi sfacciatamente ballabili o dilatati sono intonati dalla moglie (“White Out”, “Darkle Sparkles And The Beat”) e le ballad all’apparenza più normali dal marito (“Where Is John Frum”, “Esther”), anche se il duetto è galeotto (“Shady”, “Silver Boys”). Un caleidoscopio grottesco, in certi passaggi esageratamente grottesco. Bravi loro, pazzi di natura, che non si curano degli eventuali chiacchiericci, riuscendo così a far divertire da pazzi gli ascoltatori con voglia di lasciarsi andare. E che non abbiano alcuna puzza sotto il naso.

Tratto dal Mucchio n°694

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