NEW WILD EVERYWHERE
Nettwerk/Self

Great Lake Swimmers, a dispetto di quattro album finora pubblicati (con questo fanno cinque), delle belle parole spese nei loro confronti da sostenitori di peso come Robert Plant e del provenire da una città, Toronto, ormai ben presente sulle mappe della musica che smuove opinioni, hanno raccolto molti meno consensi di quelli accordati a realtà analoghe, altrettanto valide artisticamente e altrettanto imbevute di una sensibilità folk-rock antica, intrisa di Americana e di ascolti pescati nella collezione di dischi dei genitori. Fa parte del gioco, ovviamente, ma questo “New Wild Everywhere” – il primo inciso in uno studio vero e proprio, laddove i predecessori erano stati messi su nastro in chiese, castelli e luoghi più o meno insoliti – ha tutte le carte in regola per catturare l’attenzione di chi ancora non si è accorto di loro. La title track si situa, concettualmente parlando, tra Gram Parsons e la Band: un “sentire” country-rock che si ripete altrove (“Changes With The Wind” e “Easy Come Easy Go”) e che è reso ancora più corposo e significativo dall’ingresso in formazione, al violino e ai cori, di Miranda Mulholland. Anche quando si cimentano nelle ballate, comunque, Tony Dekker e compagni d’avventura hanno argomenti solidissimi, e per rendersene conto basta ascoltare una smagliante e intensamente malinconica “Fields Of Progeny”.

Tratto dal Mucchio n°694

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