LE DÉSERTEUR
Macaco/Audioglobe

D’istinto non ci viene spontaneo considerare i Grimoon come un gruppo italiano, sebbene lo siano. Un po’ perché trattasi di un progetto multimediale con pochi eguali anche a livello internazionale, ché a ogni loro canzone corrisponde un video
autoprodotto; un po’ perché cantano soprattutto in francese (e dalla Francia viene la cantante Solenn Le Marchand); infine perché la loro proposta, impermeabile alle mode, non è semplice da inquadrare. Discorso, quest’ultimo, che con “Le déserteur” diviene centrale, perché rispetto al passato ora il sestetto veneto si muove su territori ancora più personali e sfuggenti, meno pop e più cupi. Prodotto da Pall Jenkins dei Black Heart Procession e registrato tra San Diego e Preganzol (TV) con l’aiuto di amici come Giovanni Ferrario, Enrico Gabrielli e Scott “Manuok” Mercado, il disco è come sempre giocato sull’intreccio tra strumentazione acustica e tastiere, ma stavolta il respiro degli arrangiamenti è più ampio, le percussioni giocano un ruolo minore e i synth, oltre ad avere un nettissimo sapore “kosmisch”, sovente rappresentano l’unico spiraglio di luce in paesaggi sonori neri come la pece (e, in alcuni casi, pure minacciosi). Non è dunque un album facile, anche perché, avendo come tema centrale la guerra, non poteva esserlo; sulla sua qualità e sul fascino che emana, però, non ci son dubbi fin dal primo ascolto.

Tratto dal Mucchio n°693

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