hjaltalin
Hjaltalín

Enter 4

Goodfellas
6.5

Acclamati in patria, da noi gli Hjaltalín non hanno raggiunto la notorietà di connazionali come Sigur Rós o múm. A dispetto del titolo potenzialmente fuorviante, Enter 4 – uscito in Islanda già nel dicembre 2012 e ora disponibile ovunque – è il terzo album del complesso islandese, eclettico nell’utilizzare elementi indie rock, pop, folk, classici e addirittura elettronici. Merito di sette elementi che si dispongono tra microfoni (efficace l’alternanza fra voce maschile e femminile), chitarra, basso, batteria, tastiere, fiati e archi. Ne risulta una musica che sa essere tanto avvolgente quanto sottilmente ritmata, tanto memore di certi lasciti tradizionali quanto proiettata verso il contemporaneo, tanto sofisticata quanto popolare. Ne è una conferma il singolo Crack In A Stone, accompagnato sul lato B da una cover della Halo di Beyoncé, che in terra madre ha raggiunto il vertice delle classifiche. L’unione fra nervature sintetiche e melodie da camera – in ipotetico mix fra le trame ordite dai giovani Samaris, sempre da Reykjavík, e la grazia di Antony & The Johnsons – slega comunque la band da ogni riferimento geografico, lanciandola verso un linguaggio universale e appetibile a un pubblico trasversale, eppure peccando a tratti di un’estetica sin troppo perfettina. Vale comunque la pena conoscerli, entrare almeno una volta nel loro mondo.

 

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