THE RUSSIAN WILDS
Agitated/Self

La predilezione di Ethan Miller per la psichedelia e il rock degli anni 70 era facilmente intuibile nella musica della band con la quale si è fatto conoscere, i Comets On Fire, ma ha trovato pieno compimento solo negli Howlin Rain, nati in origine come progetto parallelo e ora divenuti il veicolo principale per la creatività del musicista di San Francisco. E, nella discografia del gruppo, questo terzo album è senza dubbio uno dei momenti meglio riusciti, in virtù di una fusione organica e magmatica di hard rock d’antan, divagazioni acide e inserti melodici tipicamente westcoastiani. Vengono in mente Jimi Hendrix, Grateful Dead, Humble Pie, ma anche Love e James Gang (dal cui repertorio viene qui ben ripresa “Collage”), e l’elenco dei nomi potrebbe continuare a lungo, visto il contesto totalmente classico in cui la formazione si muove. In effetti, ascoltando le undici tracce qui incluse sembra che – pulizia sonora a parte – gli ultimi quattro decenni di musica non ci siano mai stati, e si tratta di una discriminante non da poco: perché, se in chi ama determinate sonorità la passione per “The Russian Wilds” divamperà come un incendio, chi ha gusti più moderni potrebbe trovare un disco del genere totalmente indigesto, perdendosi però una meraviglia quale “Phantom In The Valley”, che prende gli Hawkwind e li trascina a Cuba con risultati stupefacenti.

Tratto dal Mucchio n°693

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