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James Blake

The Colour In Anything

POLYDOR/UNIVERSAL
8.5

The Colour In Anything è il tripudio dell’estetica e della sensibilità di James Blake, fresco della collaborazione con Beyoncé: diciassette tracce, quasi ottanta minuti di musica. Sembra che il ventisettenne inglese abbia voluto concentrare tutte le sue qualità in un terzo album denso e semplicemente bellissimo. C’è una cura del sound elettronico che oscilla fra post-dubstep e sperimentazione offrendo molteplici intuizioni, c’è il calore della voce – spesso effettata – e del pianoforte a unire (alt-)R&B e cantautorato DOC. Forse è questo il segreto del Principino, ritratto in copertina da Quentin Blake: essere moderno con un romanticismo da crooner d’altri tempi, indicare rotte futuristiche preservando la carica emotiva del miglior songwriting.

Uscito a sorpresa lo scorso 6 maggio, il disco mette in fila uno struggimento dietro l’altro – senza fare gossip, il fulcro tematico parrebbe la fine della relazione con Theresa Wayman delle Warpaint – e gioca al solito sulla reiterazione ossessiva delle parole: dalla Radio Silence d’apertura, che avrebbe dovuto inizialmente prestare titolo al lavoro, al sample di Donny Hathaway in Love Me In Whatever Way, dall’esistenzialismo di Put That Away And Talk To Me al beat anni 80 di I Hope My Life, dal gospel di nuova generazione di Choose Me alla notturna drammaturgia di Noise Above Your Heads e all’estesa Two Men Down. Kanye West era previsto come ospite sui bassi dark di Timeless, ma l’incontro è sfumato. In compenso Rick Rubin figura qua e là come co-produttore, Bon Iver spunta nella riuscita I Need A Forest Fire – i due avevano già duettato nel 2011, in Fall Creek Boy Choir – e contribuisce a Modern Soul, Frank Ocean aiuta nella stesura trip hoppy di My Willing Heart e del soul da club di Always. Ci sono stazioni radiofoniche silenziose nell’emittente del proprio cuore, acqua di rose che scorre, fantasmi, alberi dorati, nebbia che scende, fiumi verde salvia e incendi boschivi. Qui c’è colore in ogni cosa, sì, in ogni brano. Qui si tocca la perfezione.

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