PANIC PREVENTION
Emi

Ci sono dischi che sì, sono anche carini, divertenti, hanno le loro qualità – ma sono talmente paraculi, vuoi per intenzione di chi li ha fatti vuoi per i calcoli di chi li ha prodotti, che proprio non ce la fai a vederli con simpatia. “Panic Prevention” è un esempio da manuale di questa situazione. Succede infatti che The Streets, lo stralunato The Streets, ha funzionato alla grande ed è diventato un fenomeno di costume (in Inghilterra, più che da noi); e ne siamo lieti, il ragazzo è veramente arguto, originale e divertente. Alla Emi inglese devono aver pensato che se The Streets ha funzionato, perché non riprovarci? Magari con un mezzo clone aggiustando la ricetta, aggiungendo cioè un bel po’ di Clash? Non può non funzionare! La gente ne andrà pazza! In effetti, in Inghilterra la cosa sta funzionicchiando. Qua da noi, dove siamo ovviamente meno sensibili a certo humour proletario stralunato, possiamo con più lucidità osservare il calcolo che sta alla base di tutta questa operazione. Non sappiamo fino a che punto le responsabilità vadano a Jamie T. o alla label; sappiamo solo che quest’album diverte ma non abbastanza, ha idee ma non abbastanza, è fatto in maniera sgangherata ma non abbastanza, è arguto ma non abbastanza. E soprattutto, è paraculo, non scanzonato. Bella differenza.

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