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Jerusalem In MY Heart

If He Dies, If If If If If If

Constellation/Goodfellas
8

Nonostante di mestiere faccia il produttore, Radwan Ghazi Moumneh ha accuratamente evitato anche stavolta di registrare il secondo album a nome Jerusalem In My Heart nello studio di produzione a Montréal dove lavora. If He Dies, If If If If If If è nato fra il soggiorno della sua casa in Canada e quello della residenza dove alloggia part time a Beirut, non solo perché l’attitudine do it yourself si riallaccia alle influenze punk del musicista libanese, ma anche per la volontà di “avere come risultato un internet record”: un disco contemporaneo nei suoni, ma anche nella sua geografia espansa e nell’estetica lo-fi di tante produzioni che girano nel web. Per chi lo ascolta con orecchie occidentali, si tratta di un internet record anche perché regala la sensazione di frugare in un bazar di Beirut pieno di vecchi nastri senza spostarsi di un centimetro dal pc.

Secondo album per Constellation e uscita che arriva poco dopo il sorprendente sodalizio con i Suuns, messo su disco ad aprile per Secretly Canadian, If He Dies… sviluppa in maniera più organica ed equilibrata quello che fin dall’esordio Mo7it Al-Mo7it era lo scopo del progetto – audio/video in sede live – di JIMH: fondere la musica popolare e tradizionale araba con quella contemporanea occidentale, operando una sorta di cannibalismo tra le due culture. Cuore della scrittura musicale è il buzuk, strumento classico arabo – che per forma ricorda vagamente un liuto – con il quale Radwan costruisce melodie caldissime che trasportano su una spiaggia del Libano, capaci al contempo di creare un ponte comunicativo con l’elettronica contemporanea – esempio peculiare è A Granular Buzuk, in cui lo strumento viene campionato e intersecato a elettronica e droni. Mentre il cantato in arabo, teso in una drammaticità che è più culturale che spirituale, procede con andamento circolare e ipnotico, la musica ha in sé il moto talvolta burrascoso, talvolta rigenerante del mare. Lo stesso che in chiusura di album arriva, con le sue onde, a portare la pace (universale) dei sensi tra gli arpeggi e i silenzi di 2asmar Sa7ar. 

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