Che gli piaccia o no, i Julie’s Haircut sono “il” gruppo psichedelico italiano per eccellenza (o quantomeno per anagrafica). Questo può significare varie cose: che pubblichino un album tra elettronica meditativa e free jazz come Ashram Equinox, che siano headliner di uno Psych Fest romano e ribaltino letteralmente il pubblico con un live intenso e possente, oppure che nel 2017 licenzino un lavoro dove la lezione di certo krautrock si rinnova, nelle fattezze di un’istantanea sul presente che mette in connessione passato e futuro. L’apertura di Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin è a data a una lunga suite strumentale, Zukunft (“Futuro”) che è puro motorik occulto, la metafora del viaggio in forma di improvvisazione corale come perlustrazione nel tempo e nello spazio, una mirabile coesione tra ripetizione e stratificazioni che trovano nel sax cosmico di Laura Agnusdei la scia luminosa da seguire.

Più che in passato è il ritmo, la pulsazione del rituale, a strisciare sinistra unendo le tracce: che si tratti della circolarità mefistofelica di The Fire Sermon o del beat post apocalittico di Salting Traces. La giustapposizione di suoni procede per contrasti, per deflagrazioni, dalle esplosioni di rumore bianco di Deluge al suono folk e acustico di Cycles (che non sarebbe stata male sull’ultimo Goat), attraverso Orpheus Rising, per trovare un attimo di quiete lì dove il jazz si discioglie in una goccia di mare lisergico. L’efficacia dell’Invocazione sta nella ricchezza e nell’equilibrio, tra struttura rock ed elettronica analogica, tra furia e contemplazione, la stessa che trova l’epilogo perfetto del declamato di Koan, dove torna la voce del membro fondatore Laura Storchi. Di qualunque genere si tratti, uno di quei dischi che conducono dall’altra parte.

 

Commenti

Ultime recensioni Musica
a-crow-mount-eerie
Mount Eerie

A Crow Looked At Me

7

Geneviève Castrée, in arte Woelv e Ô Paon, ci ha lasciati il 9 luglio dello scorso anno...
a1257961858_10
Flowers Must Die

Kompost

8.5

Forse non diventeranno mai famosi come i Goat – e i Dungen prima di loro – ma...
homepage_large.77a617e0
Arca

Arca

8.5

I precedenti dischi di Arca, Xen e Mutant, esponevano il talento di un produttore visionario, che all’influenza...
sleaford_mods_english_tapas_grande
Sleaford Mods

English Tapas

7

Premessa: devo dire che li adoro. Più della musica in sé, la formula: due mosche da pub...
d166aff3-ccc5-45fd-8422-947a77c8b156
Grandaddy

Last Place

8

“Why would we ever move? / Damned if we do / Dumb if we don’t / End...
Noveller-A-Pink-Sunset-For-No-One
Noveller

A Pink Sunset For No One

8

Che il progetto da solista dietro cui si cela Sarah Lipstate sia figlio tanto di Glenn Branca...
LoyleCarner-YesterdaysGone-3000x3000_600_600
Loyle Carner

Yesterday's Gone

8.5

Guardandola attraverso i suoi video, l’esistenza che racconta Loyle Carner vi sembrerà di averla già vista vivere...
thexx-iseeyou
The xx

I See You

9

Non hanno rivali, oggigiorno, negli ascolti da cameretta delle ragazze e dei ragazzi: la “generazione xx”. C’è...
baustelle cover-album
Baustelle

L'amore e la violenza

8

Preparatevi: è un album fuori di testa, L’amore e la violenza. Come oggigiorno manda fuori di testa...
jaar
Nicolas Jaar

Sirens

8.5

Frutto di un’elaborazione sofferta, e perciò non facile all’ascolto, il secondo album “ufficiale” del 26enne produttore newyorkese,...
romare
Romare

Love Songs: Part Two

8

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Parigi in compagnia di un’amica, abbiamo visitato il Centro...
fiori
Alessandro Fiori

Plancton

8.5

“Ma il sole rimane dietro”, recita lo spettrale semi-ritornello di Aaron, brano introdotto dalle dichiarazioni dell’attivista informatico...