9558-2_junip_CD_ecopack_2013-01-22_01.indd
Junip

Junip

City Slang/Self
7

Con questo album omonimo i Junip avanzano, forti della formula consolidata e della risonante cattedrale di cristallo che è la voce di José Gonzales, titolare peraltro di due consigliatissime prove da solista, Veneer e In Our Nature. Un album che forse non ha la stessa forza emotiva di Fields (2010), primo lavoro sulla lunga distanza della band svedese, ma che riesce comunque ad ammaliare e convincere per solidità compositiva e coerenza stilistica. Ad aprire le danze è la chitarristica Line Of Fire, densa e soffusa, come una foto d’epoca sbiadita ma la cui carica è rimasta intatta. La linea di fuoco è oltrepassata per accedere alla ritmata Suddenly, sospesa nel tempo e negli arpeggi spagnoleggianti di Gonzales, che si fanno strada tra i synth di Tobias Winterkorn e le percussioni taglienti di Elias Araya.

So Clear è un mantra, un mélange stralunato di strumenti che sottostanno al potere vocale di Gonzales, le cui parole, nella loro semplicità, si gonfiano e riversano in fiumi cupi di significato (“Wherever you look, it’s all just the same / So many people, playing the same game” – “Ovunque tu volga lo sguardo, tutto è uguale / Così tante persone, lo stesso gioco“). Questo suo velato discorso continua in Your Life Your Call, pezzo trainante della scaletta, dove l’attitudine percussionistica prende il via e Gonzales esorta l’ascoltatore a non guardarsi indietro, a vivere appieno la vita, sia nel dolore sia nella gioia: “It’s your life, it’s your call / Stand up and enjoy your fall” (“È la tua vita, è il tuo momento/ Rimettiti in piedi e goditi la caduta”). Il passaggio alla Black Angels di Villain è una botta adrenalinica, distorta ma sempre testimone della delicatezza tipica dei Junip. Walking Lightly è una ballata memore di certe dinamiche melodiche di Peter, Bjorn & John o Taken By Trees (Svezia, oh cara Svezia). Baton è un’ipnotica passeggiata tra synth e battiti sincopati che sfocia in Beginnings, un risveglio improvviso e ancora assonnato che prelude forse a una forma sin troppo conosciuta. La liquida After All Is Said sgorga da valli di lacrime precedentemente inabitate da Alexi Murdoch, riemergendo però con un sorriso ristoratore. Un disco dallo stile riconoscibile, incantevole e ben fatto. Unica riflessione, per chiunque la voglia cogliere: un divano comodo è preferibile ad una cavalcata senza sella, ma un cuore galoppante è la forza trainante della creatività.

 

Ultime recensioni Musica
thexx-iseeyou
The xx

I See You

9

Non hanno rivali, oggigiorno, negli ascolti da cameretta delle ragazze e dei ragazzi: la “generazione xx”. C’è...
baustelle cover-album
Baustelle

L'amore e la violenza

8

Preparatevi: è un album fuori di testa, L’amore e la violenza. Come oggigiorno manda fuori di testa...
jaar
Nicolas Jaar

Sirens

8.5

Frutto di un’elaborazione sofferta, e perciò non facile all’ascolto, il secondo album “ufficiale” del 26enne produttore newyorkese,...
romare
Romare

Love Songs: Part Two

8

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Parigi in compagnia di un’amica, abbiamo visitato il Centro...
fiori
Alessandro Fiori

Plancton

8.5

“Ma il sole rimane dietro”, recita lo spettrale semi-ritornello di Aaron, brano introdotto dalle dichiarazioni dell’attivista informatico...
soft hair
Soft Hair

Soft Hair

7.5

La collaborazione tra Sam Dust e Connan Mockasin ha origini lontane, quando nel 2010 l’ex cantante dei...
new gen
AA. VV.

New Gen

6

Caroline Simionescu-Marin, la ventunenne editrice della webzine inglese grmdaily.com, ha impiegato ben nove mesi per assemblare i cocci...
edible woman
Edible Woman

Daunting

6

Dopo la confusione fatta sul numero attualmente in edicola, dovuta tanto alla poca chiarezza del press sheet, quanto...
BookletJEWELDBOX(4pagg)-xSito.cdr
Fabio Bliquo

Controsensi

6.5

“Volevo comporre una meditazione sul delirio e sulla follia insita nei nostri comportamenti quotidiani”. Con questa intenzione...
frank-ocean-blond-compressed-0933daea-f052-40e5-85a4-35e07dac73df
Frank Ocean

Blonde

8

È strano. Perché Blonde, uno dei dischi più attesi degli ultimi anni, sfugge a tutte le traiettorie...
Let_Them_Eat_Chaos_Kate_Tempest_Album_Cover_Final_grande
Kate Tempest

Let Them Eat Chaos

8.5

“Through the hallway, ancient wallpaper, nicotine gold, up the stairs, rickety, here, in the top flat, flowers...
sbr161-jennyhval-1440
Jenny Hval

Blood Bitch

8

In un’intervista data questa estate, con la stessa cruda onestà con cui lavora ai propri album, Jenny...
goat-Requiem-650x650
Goat

Requiem

8

Da un paio di anni campeggiano ai piani alti sui cartelloni dei festival, in America vengono licenziati...
61AG4lCxU3L._SL1215_
Nick Cave & The Bad Seeds

Skeleton Tree

9

Va alla radice, Nick Cave. Va allo scheletro, perché a volte non resta che radere al suolo...