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Karma To Burn

Arch Stanton

Faba/Deepdive
5

Ci sono album dai quali, nel premere il tasto play, non sai cosa aspettarti; e poi ci sono quelli dei Karma To Burn. Familiari fino a essere rassicuranti. Ma anche fino alla noia: è il più labile fra i confini. E viene tragicamente superato in questo nuovo lavoro della band americana, alla quale peraltro non si possono certo rimproverare la mancanza di qualità tecnica o di attenzione nel confeziare la propria musica. Solo una monotonia che sembra quasi esibita come un vezzo. Ancora una volta, Karma To Burn riversa sull’ignaro ascoltatore la consueta miscela testata in quasi vent’anni: hard rock stoner, strumentale, pastoso, trasportato da una cavalcata di chitarre piene di fuzz, da una linea ritmica incalzante, fino a creare una vera e propria onda d’urto. Arch Stanton, primo album in tre anni, è fedele alla linea anche nel rifiuto ostinato di dare un titolo ai brani, che vengono indicati semplicemente con un numero, mano a mano che vengono scritti. Cosa che senza volerlo rende ancora più evidente il peccato originale del disco: in mezzo a una serie di brani numerati fra il 50 e il 59, spicca un 23, la rilavorazione di una vecchia traccia. Ma ascoltandola non si percepisce distanza dal materiale nuovo. Eliminata ogni parvenza d’individualità e di personalità, quest’album sembra scritto in un orwelliano 1984; la trance è assicurata.

 

Le date in Italia:

26/09 Pippo Stage – Bolzano
27/09 Honky Tonky – Seregno (MB)
28/09 AltroQuando – Zero Branco (TV)

Commenti

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