thomson l
Linda Thompson

Won’t Be Long Now

Pettifer Sounds
7.5

Linda Thompson torna dopo sei anni con Won’t Be Long, che trasporta dentro le atmosfere del folk inglese più classico. Mezza traccia e tornano alla mente Fairport Convention, Steeleye Span, Pentangle, Sandy Denny. Ci sono tutti gli elementi nel sound, nello stile, nel tocco di partecipazioni importanti come quelle di Richard Thompson (che l’accompagna alla chitarra su Love’s For Babies And Fool, bel brano che ha il sapore dei loro dischi insieme), Dave Swarbrick al fiddle, Martin Carthy alla chitarra. Il figlio Teddy prende parte come musicista e autore, raggiunto su pezzi come As Fast As My Feet da altri membri della famiglia, tipo la sorella Kami. È proprio Teddy a firmare intense ballate come Father Son Ballad e la title track. Non mancano le presenze interessanti anche dal fronte newyorkese, dove l’album è stato in buona parte registrato, con Amy Helm (figlia di Levon) alla voce, Jeff Hill (per diversi anni nella band di Rufus Wainwright) al basso e il talentuoso Jason Crigler alla chitarra.

La voce intatta di Linda, autrice o coautrice della metà delle tracce, la conferma interprete capace di grande intensità e profondità espressiva. Il lavoro oscilla tra ballate dai toni medioevali, atmosfere genuinamente tradizionali (con due veri traditional come Paddy’s Lamentation e Blue Bleezin’ Blind Drunk), tematiche antiche come il mare, l’amore che soffre e quello che attende. Per chi insegue le sorprese non è il disco giusto. Chi invece cerca un album suonato a meraviglia, testimone di come la scena del folk-rock inglese sia ancora viva e più che mai legata al brand musicale che l’ha resa storica, lo apprezzerà moltissimo.

 

 

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