Un piacevole retrogusto old-school: sì, è proprio quello che lascia Opera Prima, il debutto dei Loop Therapy, instrumental band con le radici nel jazz e un presente che sembra omaggiare gli anni d’oro dell’hip-hop (soprattutto italiano, basta guardare i featuring). Dietro il progetto si nascondono il contrabbassista Cesare Pizzetti, il pianista Fabio Visocchi e il batterista Matteo Mammoliti, tre musicisti jazz al loro primo confronto con sonorità hip-hop: un incontro che ha già portato notevoli frutti, dalla firma con la storica Irma Records, che distribuisce il disco, all’imminente tour per la penisola.

L’idea di unire hip-hop e jazz non è certamente nuova, ma una ricetta così non ha bisogno di hype, quanto piuttosto di passione e maestria, entrambe doti che non sembrano mancare ai tre milanesi: nei quaranta minuti dell’album si viaggia su note calde e suadenti attraverso quelli che potremmo definire momenti topici della tradizione black. Già i titoli sono un chiaro indizio, per cui la breve Ghetto Man si tinge di blaxploitation e Miles I Miss You si fa straordinariamente mimetica, In A Sentimental Loop si muove tra cool e acid-jazz e La Mista si conclude tra sbuffi psichedelici e dopati. Ma il vero apice del lavoro si concentra nelle tre tracce condivise con altrettanti nomi storici della “doppia acca” italiana: se Turi e Bassi Maestro si abbandonano alle consuete rime sulla centralità della musica (e dell’hip-hop) nella vita, i Colle Der Fomento si spingono talmente oltre che Musica e Fumo è quasi illegale come ciò di cui parla. Forse resterà il solito ascolto per appassionati, eppure Opera Prima è un prodotto di rara pregevolezza, pensato e realizzato per allietare timpani e sinapsi di ogni amante della buona musica.

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