MAGIC CASTLES
A/Goodfellas

Dopo tre album autoprodotti e non si sa bene quanto ufficiali, i Magic Castles hanno fatto tombola quando, nel 2010, Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre ha notato un loro video su YouTube e li ha messi sotto contratto per la sua etichetta, la A Records. Ascoltando questo disco omonimo – il primo a uscire per quel marchio – non è difficile capire il perché del colpo di fulmine, dato che entrambe le formazioni sono animate dall’amore per la psichedelia. Materia che il quintetto di Minneapolis affronta in chiave particolarmente notturna e “trippy”, rallentando – spesso, ma non sempre – i tempi e inzuppando di acido le proprie tessiture strumentali, senza farsi mancare un certo qual gusto per melodie e atmosfere sognanti. Nella sua pagina Facebook la band indica come influenze
Velvet Underground, Spacemen 3 e Galaxie 500, elenco al quale potremmo aggiungere pure i Dandy Warhols degli inizi e gli stessi BJM: tutti nomi rispetto ai quali Jason Edmonds e soci si collocano ovviamente più in basso, anche perché capita alle volte che le loro canzoni si facciano apprezzare più per le sonorità e gli arrangiamenti che per la mera scrittura, ma ciò non toglie che, nel loro genere, siano una realtà da tenere d’occhio. Senza contare che basta “Death Dreams”, persino
sbarazzina con i suoi coretti, a farceli risultare immediatamente simpatici.

Tratto dal Mucchio n°693

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